9 dicembre 2022
Aggiornato 02:30
Governo Meloni

Giorgia Meloni alla prova internazionale

Ieri una telefonata con il cancelliere tedesco Olaf Scholz, un'altra (ed è già la seconda) con il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. Giovedì tappa a Bruxelles con vertici europei, poi Cop27 e G20 Bali.

Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni
Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni Foto: Palazzo Chigi

Una telefonata con il cancelliere tedesco Olaf Scholz, un'altra (ed è già la seconda) con il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. E una serie di viaggi che entro metà novembre la porteranno a incontrare prima i vertici delle istituzioni europee a Bruxelles, poi quelli mondiali a Sharm el Sheik per Cop27 e infine a Bali per il G20. L'escalation tra Mosca e Ucraina da una parte e la questione del caro energia dall'altra, 'dettano' l'agenda di Giorgia Meloni. Colloqui che seguono quelli avuti con il presidente americano Joe Biden e il segretario generale della Nato, Jeans Stoltenberg, o quello di persona a Roma con il presidente francese Emmanuel Macron.

Giovedì tappa a Bruxelles, poi Cop27 e G20

Non è quindi un caso se, appena sarà archiviata la pratica dei sottosegretari con il Consiglio di ministri previsto per lunedì, la presidente del Consiglio sarà impegnata in una serie di tappe internazionali. Il 7 e 8 novembre sarà in Egitto per Cop27 e il 15 e 16 in Indonesia per il G20. Ma già giovedì 3 novembre volerà a Bruxelles per incontrare la presidente della Commissione europea, Ursula von der Lyen, il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, e la presidente del Parlamento, Roberta Metsola. Non è escluso che possa anche avere un faccia a faccia con Stoltenberg.

Con von der Leyen, spiega il portavoce Ue, i temi che saranno affrontati saranno proprio quelli relativi a energia, attuazione del Pnrr italiano e sostegno all'Ucraina contro l'invasione russa. E' probabile, dunque, che nel colloquio si affronterà la questione della revisione di alcuni obiettivi del Piano italiano di cui Meloni ha parlato anche nel suo intervento alle Camere per la fiducia: dal momento che sono state spese metà delle risorse rispetto al previsto - ha sottolineato in quella occasione - «forse non è andato tutto bene e dovremmo cercare di velocizzare l'attuazione» e, d'altra parte, cambiare il piano non è un tabù, perchè lo consente l'articolo 21 del NextGeneratioEu.

Le telefonate con Scholz e Zelensky

Di certo, la presidente del Consiglio tornerà a ribadire il sostegno del governo all'Ucraina come ha fatto sia nella telefonata con Scholz che in quella con Zelensky. Con il leader di Kiev Meloni «ha confermato l'impegno dell'Italia per ogni sforzo diplomatico utile alla cessazione dell'aggressione della Federazione Russa» ma anche «auspicato il rinnovo dell'intesa sull'esportazione del grano dai porti ucraini, accordo fondamentale per scongiurare una possibile crisi alimentare».

Tra gli interlocutori internazionali sentiti ieri senza dubbio il cancelliere tedesco è quello con cui, escludendo la posizione rispetto alla guerra, ci sono più nodi da sciogliere. Lo scoglio principale sono le resistenze della Germania al tetto al prezzo del gas. Nella nota di palazzo Chigi si spiega che Meloni «ha ribadito l'importanza dei passi avanti compiuti a livello europeo e ha ribadito l'urgenza di arrivare, quanto prima, a misure concrete per ridurre i prezzi dell'energia». Nell'ultimo Consiglio europeo, infatti, Mario Draghi è riuscito a convincere Scholz a firmare l'accordo sul 'price cap dinamico', ma l'intesa resta in salita visto che è condizionata alle richieste dei paesi nordici. Su questo punto, in cui l'attuale governo è in perfetta continuità con il precedente, la presidente del Consiglio può però provare a giocare di sponda con Macron che già ha invitato il cancelliere tedesco a non isolarsi.

(con fonte Askanews)