8 dicembre 2022
Aggiornato 00:00
Question time alla Camera

Mario Draghi in aula a 360° rivendica il DNA del suo Governo: «Nato non per star fermo»

Botta e risposta alla Camera tra Presidente del Consiglio e Fratelli d'Italia sulla riforma del catasto: «Non porta ad alcun incremento dell'imposizione fiscale sugli immobili regolarmente accatastati. Nessuno pagherà più tasse»

Video Agenzia Vista

Ucraina, energia, rifugiati ma anche governo perché la situazione è così difficile - per l'aggressione scatenata dalla Russia di Putin, per la crisi energetica, per i rincari della benzina, ma anche del mais e del grano tenero, per tutte le sfide da giocare ora o mai più - che il governo non può stare fermo. Anzi non vuole. Così il premier Mario Draghi, che si presenta nell'aula della Camera per un lungo question time durante il quale risponde a nove interrogazioni di tutti i gruppi parlamentari, parla anche del Dna del suo governo che è green - «la transizione ecologica ne è un po' l'essenza stessa» - e riformista.

Anche ora, anche sul tema del catasto. Tema caldo dalle parti della maggioranza e dell'opposizione con Fratelli d'Italia che parla di «patrimoniale mascherata» e che in aula, con il capogruppo Francesco Lollobrigia, non la manda a dire: «Dopo due anni di pandemia, durante la più grande crisi internazionale dal dopoguerra, il governo pensa all'ennesima stangata per i cittadini», attacca. Draghi ne approfitta per rispondere nel merito e nel metodo.

Nel merito il premier ribadisce che la riforma del catasto «punta a rafforzare il contrasto alle irregolarità e agli abusi» ma che «non porta ad alcun incremento dell'imposizione fiscale sugli immobili regolarmente accatastati. Nessuno pagherà più tasse per questo». Nel metodo rintuzza i malumori che salgono dai banchi dell'opposizione e attacca: «Il suo punto di vista, la sua domanda, rivela un equivoco di fondo - dice rivolgendosi a Lollobrigida -. E cioè che siccome c'è un'emergenza bisogna stare fermi, niente riforme, niente cambiamenti, sempre fermi... Questo non è il motivo per cui è nato questo governo, non è nato per star fermo». Peraltro, ricorda Draghi, «l'impianto del catasto è del 1939, ci sono state cose in mezzo, anche una seconda guerra mondiale... Non solo: gli estimi su cui sono basati i gettiti oggi, sono del 1989, sono passati più di 23 anni (in realtà 33 ndr)».

La replica non si fa attendere con il deputato di Fdi Tommaso Foti: «Draghi sul catasto dà al Parlamento una risposta smentita da un documento presentato alla Camera, la relazione tecnica», «è venuto in Aula a fare le pulci a Fratelli d'Italia la cui unica colpa è quella di avergli chiesto di smentire ciò che non è riuscito a smentire e cioè che la riforma del catasto porterà a maggiori tasse per i cittadini. Le cose le deve spiegare non a noi ma al suo governo ed alla sua maggioranza. Non è riuscito a smentire nulla».

Più tranquilla, per il governo, la navigazione in aula su altri temi, nonostante la forte preoccupazione per la guerra e per le ricadute economiche sull'Italia della crisi in Ucraina, tanto che Draghi ringrazia l'opposizione per il segnale di unità sulle decisioni prese finora dall'esecutivo. E ringrazia anche tutto il terzo settore, i sindacati, i sindaci, i privati cittadini che si sono messi a disposizione per dare aiuti concreti agli ucraini.

Non dimentica un pensiero «per i russi che sono contro questa violenza» e ricorda che su tutti i fronti, dalla gestione dei rifugiati - ad oggi quasi 24mila già arrivati in Italia e sottoposti, precisa, «o a tampone ogni 48 ore o a vaccino» contro il Covid - alla diversificazione delle fonti di energia, alla ripresa economica, alle riforme di cui l'Ue ha bisogno, che «l'emergenza è europea ed europea deve essere la risposta». L'Italia c'è, «in prima fila».