26 giugno 2022
Aggiornato 22:00
Politiche europee

Conti pubblici, l'Europa suona la campanella: «A marzo guida su gestione dal 2023»

Il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis ha confermato che la Commissione presenterà la sua proposta per la riforma del Patto di Stabilità «fra maggio e giugno»

Il commissario Ue all'Economia, Paolo Gentiloni
Il commissario Ue all'Economia, Paolo Gentiloni Foto: Unione Europea

BRUXELLES - Ridurre il debito-Pil nei paesi Ue in cui è molto alto senza che questo deprima la crescita economica e mantenendo gli investimenti pubblici «non dovrebbe essere un ossimoro», una contraddizione di termini. Lo ha affermato il commissario Ue all'Economia, Paolo Gentiloni durante una video-audizione alla commissione Affari economici del Parlamento europeo a Bruxelles. All'audizione è intervenuto anche il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis.

Dombrovskis, tra l'altro, ha confermato che la Commissione presenterà la sua proposta per la riforma del Patto di Stabilità «fra maggio e giugno». E ha annunciato che «a marzo» l'Esecutivo comunitario presenterà la sua «fiscal guidance», ovvero degli orientamenti su come applicare le regole Ue di bilancio per gli Stati membri nel periodo che intercorrerà fra la disattivazione della clausola di sospensione del Patto ("general escape clause"), all'inizio del 2023, e l'entrata in vigore della sua riforma. Si tratterà di una «comunicazione interpretativa» come quella sulla flessibilità che la Commissione Juncker emanò il 13 gennaio 2015.

«La situazione economica - ha osservato Gentiloni - appare un po' meno favorevole nel brevissimo termine: a causa della diffusione di Omicron, delle strozzature nelle nostre filiere, del rialzo dei prezzi dell'energia. Quindi l'incertezza è molto alta, come lo è stata durante tutta la pandemia. E dobbiamo rimanere vigili per evitare che la ripresa vada fuori rotta, poiché dobbiamo ancora affrontare diversi rischi al ribasso e ostacoli ('venti contrari', ndr)».

Tuttavia, ha aggiunto il commissario, «in questo contesto incerto continuiamo ad essere positivi sulle prospettive a medio termine per la nostra economia. Gli indicatori rimangono ben al di sopra delle loro medie a lungo termine, nonostante una perdita di slancio nelle ultime settimane», e «le nostre previsioni economiche d'inverno che presenterò giovedì prossimo mostreranno che nel 2022 l'economia dell'Ue continuerà a riprendersi dalla crisi del Covid». Questo «principalmente a causa del successo della campagna vaccinale e al sostegno persistente delle politiche monetarie e di bilancio».

Gentiloni ha ribadito che, in questo contesto, «un ritiro prematuro delle politiche di sostegno potrebbe minare la forza dell'espansione economica"; quindi, bisognerà continuare a «perseguire politiche che supportino efficacemente la ripresa e aumentino il potenziale di crescita», ma «spostando gradualmente il sostegno verso misure che pongano le basi perché abbiano successo la transizione verde e quella digitale, e per una crescita più inclusiva».

«Ridurre i debiti elevati in modo favorevole alla crescita - ha affermato il commissario - non è necessariamente un ossimoro, ma è una sfida per le nostre politiche e per le nostre regole di bilancio negli anni a venire».

Riguardo ai piani di bilancio presentati dagli Stati membri, Gentiloni ha osservato che «tutti intendono preservare gli investimenti finanziati a livello nazionale», che gli Stati membri utilizzeranno il Recovery Fund Rrf per finanziare investimenti aggiuntivi a sostegno della ripresa», come ha chiesto di fare la Commissione.

Nel complesso, ha continuato il commissario, «si prevede che la politica di bilancio sarà espansiva nel periodo 2020-2022. E, soprattutto, il rapporto tra investimenti pubblici e Pil quest'anno dovrebbe essere superiore a quello pre-crisi», ovvero prima della pandemia, e questo, ha sottolineato, «al contrario della tendenza al declino di questo rapporto, durata sette anni dopo la Grande Crisi finanziaria».

Questa è una «buona notizia», che «riflette non solo l'effetto combinato di maggiori investimenti finanziati a livello nazionale, ma anche degli investimenti finanziati dalle sovvenzioni del Fondo Rrf». Quindi, ha concluso Gentiloni, «l'efficace attuazione degli investimenti e delle riforme dei Piani nazionali di ripresa e resilienza sarà uno dei fattori chiave per una ripresa di successo delle nostre economie».

Sia il commissario all'Economia che il vicepresidente Dombrovskis hanno comunque rilevato con una certa preoccupazione la tendenza in alcuni Stati a «fornire una quota considerevole del contributo alla politica di bilancio complessiva di sostegno con aumenti della spesa corrente finanziata a livello nazionale», come ha detto Gentiloni, ricordando che «su questo atteggiamento abbiamo già richiamato alla cautela» i paesi interessati». Dombrovskis ha ricordato quali sono questi paesi: prima di tutto l'Italia, e poi la Lettonia e la Lituania.

Inoltre, Dombrovskis ha ricordato che la Commissione ha richiamato tutti i paesi ad alto debito (Belgio, Spagna, Francia, Grecia oltre, anche qui, all'Italia) a mantenere la sostenibilità dei loro conti pubblici. Il vicepresidente ha anche sottolineato che il sostegno pubblico all'economia dovrà essere «ben mirato» e «non creare un onere permanente per le finanze pubbliche».

Dombrovskis, comunque, ha riconosciuto che «è anche chiaro che è difficile insistere sulla regola del ventesimo» nella riduzione del debito, ovvero il taglio di 1/20 all'anno della quota eccedente il 60% nel debito/Pil, riferendo che «c'è un accordo piuttosto ampio sul cercare di vedere come possiamo ottenere un percorso di riduzione del debito più realistico e favorevole alla crescita».