28 ottobre 2021
Aggiornato 23:30
L'intervista

Salvini e la battaglia (mancata) sul green pass: «Senza di noi ci sarebbe l'obbligo vaccinale»

Il leader della Lega: «Tutti sanno come la penso e io so come la pensano gli altri. Nel Consiglio dei ministri decidono Draghi e i ministri»

Il leader della Lega, Matteo Salvini
Il leader della Lega, Matteo Salvini ANSA

«Ormai tutti sanno come la penso sul Green Pass, è noto. E' un dibattito che esiste quasi solo in Italia, nemmeno si pongono il problema del Pass in stati come Regno Unito, Svezia o Spagna. Tutti sanno come la penso e io so come la pensano gli altri. Nel Consiglio dei ministri decidono Draghi e i ministri». Lo dice il leader della Lega, Matteo Salvini, in una intervista ad Affariitaliani.it.

«Ho parlato con Fedriga, Zaia e Fontana, siamo assolutamente soli. Tutto il resto del governo - Draghi, Speranza, Gelmini, Franceschini - è sulla stessa linea. Non ci arrendiamo e chiediamo cose di buon senso, come tamponi a prezzi ridotti per i minorenni e la richiesta forte e pressante che le mamme e i papà di bambini disabili possano entrare a scuola senza alcuna limitazione. Non far entrare un genitore di un bimbo disabile a scuola, negando l'emozione dell'inserimento alla materna o alle elementari, è una cattiveria gratuita. Non è negando questo diritto che si incentiva la gente a vaccinarsi», racconta Salvini.

«Non lascio il paese in mano a PD e M5S»

Che ci fa ancora al governo? «Non mando l'Italia e gli italiani a quel Paese e non li lascio nelle mani di Pd e M5S. La mia posizione è nota a tutti. E con tutti i problemi che ci sono, compresi i confini colabrodo non lascio il Paese a Pd e M5S. La Lega è un argine e al governo resta. Poi certo che mi aspetto un cambio di passo su molti altre temi, come ad esempio le cartelle esattoriali. Sono quattro mesi che sto aspettando la rottamazione, è ora di decidere e andare avanti», spiega.

A chi parla di due Leghe e di un partito diviso tra il segretario e i governisti (Giorgetti) insieme ai governatori, Salvini dice: «Io mi fido dei ministri e dei governatori della Lega, che stanno chiedendo cose molto sensate come la durata di tre giorni e non due dei tamponi. Mi fido e mi affido a loro. Se non ci fosse la Lega al governo domani non si farebbe il Green Pass obbligatorio, ma la vaccinazione obbligatoria. Pd, M5S e Forza Italia sono assolutamente allineati per un obbligo indiscriminato. Io e la Lega siamo e saremo sempre contrari e continuiamo a fare da argine verso questa deriva. Non darò mai la soddisfazione a Letta e a Conte di fare quello che vogliono, poi decidono i ministri e i governatori della Lega che vanno in Cdm e in conferenza Stato-regioni. Ripeto, mi fido di loro».

«Su Mps Letta ha perso la faccia»

«Altri miliardi di euro dei contribuenti italiani per svendere una banca pubblica (e storica) come Mps a un istituto privato come Unicredit, presieduto dall'ex ministro del Pd Padoan, col rischio di far perdere il lavoro ad oltre 8.000 lavoratori. Una follia che la Lega cercherà di bloccare in ogni modo. Il 3 e 4 ottobre inoltre si voterà anche per rieleggere un parlamentare a Siena, dopo le dimissioni del banchiere Padoan: sarebbe interessante sapere cosa ne pensa il candidato Letta. Dopo aver perso la faccia su Mps e il simbolo del Pd (che non ci sarà sulla scheda elettorale), ha perso anche la lingua?».

«Contro Berlusconi accanimento giudiziario»

«La più totale solidarietà, amicizia e vicinanza, mia e della Lega, a Silvio Berlusconi, uomo di Stato vittima di un accanimento giudiziario con pochi precedenti nella storia della Repubblica. La riforma della Giustizia, grazie ai Referendum promossi da Lega e Partito Radicale, è doverosa, urgente, necessaria».