3 agosto 2021
Aggiornato 06:00
MoVimento 5 Stelle

Beppe Grillo ai 5 Stelle: «Conte deve studiare cos'è il M5s»

Se l'ex Presidente del Consiglio vuole andare fino in fondo, dovrà fare i conti con l'atteggiamento tutt'altro che distaccato dell'uomo che gli aveva promesso di consegnargli le chiavi del Movimento

Beppe Grillo
Beppe Grillo ANSA

C'è una intesa «su tre quarti» del nuovo statuto del Movimento 5 stelle riscritto da Giuseppe Conte, ma ci vorranno ancora due o tre giorni per finire il lavoro. Lo ha detto Beppe Grillo all'assemblea dei deputati stellati, secondo quanto riferisce chi presenzia alla riunione. «Grillo è fermamente convinto che Conte debba guidare il movimento», giura un alto papavero del M5S, ma è certo che con la discesa a Roma (già terminata la riunione dei deputati, ora nell'auletta dei gruppi di Montecitorio si accomoderanno i senatori per assistere allo show del fondatore) si riprende la centralità accantonata per un po' di tempo.

Il fondatore del Movimento ha presentato ai deputati il nuovo logo con l'indicazione della prospettiva 2050. Tuttavia, ha anche messo in evidenza implicitamente alcuni dei punti di tensione sui poteri statutari che ancora lo dividono dall'ex presidente del Consiglio, quando ha detto «sono il garante ma non sono coglione», quando ha sottolineato le loro differenze caratteriali ("io sono un visionario, lui un uomo di cultura") e quando ha chiarito che vuole avere voce in capitolo sulla comunicazione e sulle scelte di Rocco Casalino. Il portavoce storico del M5S, ormai da tempo uomo-ombra di Conte, «deve parlare anche con me», ha detto Grillo. Più aperto Grillo si è dimostrato sulla eterna discussione interna a proposito del limite dei due mandati elettivi, che Conte vorrebbe poter gestire con più flessibilità: «Io sono per mantenerlo - ha precisato - ma decideranno gli iscritti».

Se Conte vuole andare fino in fondo, dovrà fare i conti con l'atteggiamento tutt'altro che distaccato dell'uomo che gli aveva promesso di consegnargli le chiavi del Movimento. Dopo averlo incaricato di «rifondare» il Movimento, il comico genovese ribadisce di voler conservare un ruolo centrale nell'architettura della sua creatura. Conte deve assorbire le idee e le pratiche del M5S, «ha bisogno di me, non io di lui», ha spiegato in assemblea. Conte è un noto incassatore, maestro nell'arte manzoniana del «troncare e sopire», ma il percorso per la sua incoronazione appare ancora alquanto accidentato.

Casaleggio: «Conte segue partiti del '900, sue idee non chiare»

Tra Beppe Grillo e Giuseppe Conte «penso ci siano diverse visioni del Movimento che stanno emergendo. Poi della trattativa tra Grillo e Conte non conosco i dettagli, per cui non so a che punto siano arrivati». Lo afferma a Radio Capital il presidente dell'Associazione Rousseau Davide Casaleggio, schierandosi di fatto con il co-fondatore del Movimento: «Io ho espresso diverse volte il mio pensiero su come il Movimento si stia trasformando in qualcosa di diverso in questo ultimo anno - spiega Casaleggio -. Fino ad un anno fa i principi erano ben chiari, oggi meno e per questo ne ho preso le distanze. Le idee di Conte sul M5S non mi sono ancora chiare e non capisco perché questo fantomatico Statuto sia stato tenuto segreto in questi mesi. Ma non è con uno Statuto che si fa un movimento. Mi sembra più un'organizzazione sul modello dei partiti del Novecento più che un movimento».

Il vincolo dei due mandati, cruciale nel dibattito interno al M5S, «è uno dei tre principi che avevamo proposto nel V-Day, ancora prima della nascita del Movimento: due mandati e poi a casa, semplicemente per far partecipare i cittadini alla politica. Grillo - sottolinea il figlio del co-fondatore del M5s - mi sembra che anche ieri abbia ribadito il suo punto di vista sui due mandati, crede fortemente che sia alla base della parte fondativa del M5S».

(con fonte Askanews)