18 giugno 2021
Aggiornato 15:00
Centroinistra

Matteo Renzi: «Le scuse di Di Maio sono la fine del M5s»

Il leader di Italia Viva: «Ci hanno messo cinque anni per capire che non si fa politica con il giustizialismo. Non ci restituiranno il Governo ma il tempo è galantuomo»

Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi
Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi ANSA

«Le scuse di Di Maio sono il sigillo finale sulla storia del Movimento Cinque Stelle». Lo sostiene Matteo Renzi, che nella e-news ai suoi sostenitori scrive: «Sono loro che stanno implodendo, non noi. Sono loro che devono riflettere sul loro atteggiamento». Una riflessione che parte dalle critiche che Renzi dice di aver ricevuto da alcuni militanti di Italia Viva per aver «accettato» le scuse di Di Maio per il giustizialismo del M5s: «Capisco la critica. Ma la politica non si fa con il risentimento, amici miei. Mai con il risentimento, mai».

«Non ci restituiranno il Governo ma il tempo è galantuomo»

Renzi osserva che «non è in ballo, infatti, solo la vicenda dell'ex sindaco di Lodi. In quel 2016, i Cinque Stelle (con una parte dei media compiacenti) attaccarono ad alzo zero il nostro governo e la nostra esperienza politica per Lodi, per Tempa Rossa, per la Campania, per le banche. Fu il loro modo di creare il clima per vincere amministrative e referendum. Il sindaco Uggetti, ma anche i ministri Federica Guidi, Maria Elena Boschi, Claudio De Vincenti, consiglieri regionali come Raffaella Paita e Stefano Graziano, accusato ingiustamente di connivenze camorristiche, furono massacrati dalla propaganda grillina. Il fatto che, dopo cinque anni, Di Maio chieda scusa non ci restituirà il Governo e non ci risarcirà dal dolore che hanno dovuto subire soprattutto le nostre famiglie. Ma è l'ennesima conferma che il tempo è galantuomo».

L'ex premier ironizza: «Ci hanno messo cinque anni per capire che non si fa politica con il giustizialismo. Spero che ci mettano meno per capire che aver aperto la crisi e sostituito Draghi con Conte non era il gesto irresponsabile di folli ma un atto d'amore per l'Italia. In ogni caso, noi teniamo tutto a mente: tra quattro o cinque anni ci aspettiamo qualche lettera di scusa su Open, scommettiamo? E, prima o poi, diranno che cambiare i poteri delle regioni non era una cattiva idea, che il JobsAct ha prodotto un milione di posti di lavoro, che Industria 4.0 non era così male, che le leggi sociali e sui diritti civili sono state un passo in avanti. Basta saper aspettare e conservare sempre un grande sorriso, amici». E dunque «certo che noi accettiamo le scuse. Noi collezioniamo sogni, non rancori. E vedrete che il meglio deve ancora arrivare».

«Italia pronta per nuovo boom economico»

«Aumentano i vaccini. Crollano contagi e ricoveri. Alcune regioni sono in zona bianca. A Venezia, con la Biennale e il Salone Nautico, ripartono gli eventi. Ora bisogna sbloccare i turisti americani, che sono il nostro mercato principale. Ma il concetto è chiaro: l'Italia ha tutte le condizioni per creare un vero e proprio nuovo boom economico. Ci siamo, forza, tutti insieme, tutti al lavoro».