21 settembre 2021
Aggiornato 03:30
MoVimento 5 Stelle

Spadafora: «Conte faccia presto o c'è rischio emorragia»

L'ex Ministro allo Sport: «Se non parla e non ci incontra alimenta solo smarrimento. La leadership se non la eserciti ti sfugge di mano». Di Battista: «M5S si allontana, non escludo di fare un partito»

L'ex Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte
L'ex Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte ANSA

«Ho grande stima» di Conte «gli riconosco grandi capacità: si è ritrovato a fare il premier e se l'è cavata in maniera straordinaria ma deve fare presto. Per fare il leader politico devi conoscere i portavoce, parlare con gli attivisti, andare in tv. Conte lo vuole fare? Se sì sarà un valore aggiunto ma se non parla, non ci incontra alimenta solo smarrimento». Lo afferma, in una intervista al Fatto quotidiano, Vincenzo Spadafora, ex Ministro allo Sport nel governo Conte II.

«Luigi (Di Maio, ex capo politico M5s, ndr) non si è mai rifiutato di parlare con nessuno: la leadership se non la eserciti ti sfugge di mano» ribadisce Spadafora sottolineando che Conte «non deve confondere il nostro desiderio di partecipazione con una critica a lui. Tra le persone che se ne sono andate ce ne sono tante che gli sono riconoscenti. Ma il rischio è che altri li seguano», «avverto il rischio di una emorragia che può depotenziare proprio il progetto di Conte».

Quanto al dialogo con il Pd sui territori in vista delle elezioni amministrative Spadafora conclude che «gli esperimenti politici non si fanno a freddo, è stato superficiale pensare che dopo esserci fatti la guerra per anni, ci accordassimo così», al governo «abbiamo avuto cinque mesi per costruire una visione comune di Paese, il resto dell'esperienza è stata tutta legata alla pandemia... Non abbiamo avuto tempo di dedicarsi a costruire nulla».

Di Battista: «M5S si allontana, non escludo di fare un partito»

«Nel momento in cui maggiormente il Movimento 5 stelle, con delle posizioni politiche si allontana dal mio modo di vedere le cose questo pensiero esiste. Però è pur vero che non ho mai ragionato in maniera concreta, ho lasciato il Movimento solo da tre mesi». Lo ha detto Alessandro Di Battista, ospite di CartaBianca su Raitre, rispondendo a una domanda sulla possibilità che decida di fondare un suo partito.

«Prendere posizioni politiche, questa autonomia che mi sono costruito anche con rinunce importanti - ha aggiunto l'ex deputato stellato - è altamente valoriale, è importante prendere posizione anche fuori dal Parlamento e fuori dai partiti politici». A una domanda se nell'ipotesi decida di dare vita a una sua formazione politica pensa di poter attrarre molti suoi ex colleghi parlamentari del M5S, l'attivista e saggista ha replicato: «Di quelli che sono andati via forse sì ma in generale non ne ho idea. Legittimamente molti miei colleghi hanno posizioni diverse dalle mie: io gli dico auguri, coraggio e gli ricordo che oggi Formigoni ha ripreso il vitalizio...».

Patuanelli: «Con il PD non ci deve essere un'intesa forzata»

«Come ho recentemente detto, serve il giusto tempo per maturare un asse con il PD anche sui territori. Non ci deve essere un'intesa forzata. Al contrario, abbiamo sempre proposto di partire dai temi; è innegabile che Movimento e PD vengano da due storie diverse e fino a qualche anno fa contrapposte, ma quello che ci lega è e deve essere una visione d'insieme che parla di transizione ecologica, attenzione sociale verso i più deboli, ma anche di centralità del mondo dell'impresa. Quel mondo che ha trovato in alcuni provvedimenti firmati Movimento 5 Stelle - parlo del Superbonus 110% e di Transizione 4.0 per fare due maggiori esempi - ciò che stavano aspettando da anni». Lo ha detto il ministro Stefano Patuanelli, in un'intervista ad Affaritaliani.it.