20 giugno 2021
Aggiornato 17:00
MoVimento 5 Stelle

Giuseppe Conte minaccia Davide Casaleggio: «Non può bloccare dati iscritti M5S»

L'ex Presidente del Consiglio al Presidente dell'Associazione Rousseau: «Su questo c'è poco da scherzare, perché questi vincoli di legge sono assistiti da solide tutele, civili e penali»

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte
Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte ANSA

Il braccio di ferro continua. Giuseppe Conte aveva tentato di tenersi fuori dal contenzioso fra Vito Crimi, capo politico reggente del Movimento 5 Stelle prorogato con la benedizione del garante Beppe Grillo, e Davide Casaleggio, presidente dell'Associazione Rousseau e gestore dell'omonima piattaforma per la «democrazia digitale». Ora però, è la sua «rifondazione» a essere impantanata per l'impossibilità di farla votare on line (su Rousseau, perché Casaleggio non l'ha attivata in mancanza di un saldo delle sue pretese economiche, su un'altra piattaforma perché sempre Casaleggio non mette a disposizione i dati degli iscritti, non riconoscendo la legittimità della prorogatio di Crimi).

«Casaleggio per legge - è l'avvertimento lanciato dall'ex presidente del Consiglio in una dichiarazione a Repubblica - è obbligato a consegnare i dati degli iscritti al Movimento, che ne è l'unico e legittimo titolare. Su questo c'è poco da scherzare, perché questi vincoli di legge sono assistiti da solide tutele, civili e penali».

«Abbiamo predisposto tutto per partire. Siamo pronti. Questa impasse - accusa Conte - sta solo rallentando il processo costituente, ma certo non lo bloccherà. Verrà presto superata, con o senza il consenso di Casaleggio. Se Rousseau non vorrà procedere in questa direzione, chiederemo l'intervento del Garante della Privacy e ricorreremo a tutti gli strumenti per contrastare eventuali abusi. Non si può fermare il Movimento, la prima forza politica del Parlamento».

Sta di fatto che le armi legali in possesso di Casaleggio devono essere sufficientemente robuste da avergli consentito finora di resistere a qualsiasi proposta di mediazione, così raccontano le fonti stellate di vertice. Al punto che nella lunga giornata di riunioni di ieri, successiva alla pronuncia della Corte d'appello di Cagliari che ha confermato la nomina di un «curatore speciale» esterno per il Movimento 5 stelle nel ricorso contro l'espulsione presentato dalla consigliera regionale sarda Carla Cuccu, si è riaffacciata nella discussione l'ipotesi di un nuovo Movimento, con un nuovo Statuto, da fondare ex novo proprio ad opera di Conte.

Grillo forse potrebbe recuperare il simbolo (solo prestato alla «vecchia» Associazione Movimento 5 stelle fondata a suo tempo da Luigi Di Maio e Davide Casaleggio per sgravare il fondatore dagli oneri legali della prima associazione); questo consentirebbe di non perdere i gruppi parlamentari, in particolare al Senato, che ha un regolamento piuttosto rigido in materia. Ed eviterebbe a Conte e al nuovo M5S di esporsi a una sanguinosa contesa giudiziaria e politica sulle spoglie del vecchio Movimento con gli espulsi dell'ultima tornata, fra i quali ci sono big come l'ex ministra Barbara Lezzi e l'attuale presidente della commissione Antimafia Nicola Morra, che sperano ancora nella carta dei ricorsi giudiziari per riconquistare la guida del M5S.

Fino a ieri sera la linea che si è affermata nei conciliaboli fra Crimi, Conte e i maggiorenti stellati è stata quella di accantonare per ora l'ipotesi di un nuovo partito. «Non ce ne andiamo da casa nostra», è la linea sulla quale si attestano i vertici. La parola, come ha annunciato lo stesso Conte, torna però per adesso agli avvocati e probabilmente al Garante della Privacy.

(con fonte Askanews)