8 dicembre 2021
Aggiornato 06:30
Movimento 5 Stelle

Il «questionario» per le linee guida per il nuovo M5s. Quello dell'era Conte

L'ex Presidente del Consiglio si metterà in ascolto di quanto emergerà dagli eletti alla Camera e Senato. Nodi su Rousseau, 2 mandati, finanziamento e sulla «forma» di partito

L'ex Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte
L'ex Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte ANSA

Immaginare il futuro del Movimento Cinquestelle partendo da alcune domande da cui scaturiranno le linee guida per il nuovo M5s. Quello dell'era Conte. Parte da questa sorta di 'questionario' inviato ai parlamentari Cinquestelle la riflessione di questo fine settimana che vedrà due assemblee con Giuseppe Conte: oggi pomeriggio i senatori e domattina i Deputati. L'ex premier si metterà, dunque, in ascolto di quanto emergerà dagli eletti a Camera e Senato.

Si proveranno a tirare le fila di ciò che vuole essere il M5s in un orizzonte largo che, necessariamente, chiama in causa nodi non ancora risolti: il rapporto con Rousseau, l'aspetto economico - con due versamenti richiesti mensilmente ai parlamentari: circa 1500 euro per le restituzioni e un migliaio per l'organizzazione del Movimento, ma su questo ci sono diversi dubbi e richieste di chiarimento - la questione del limite dei due mandati che renderebbe ineleggibili gran parte degli attuali big e molti (troppi) peones, la trasformazione del M5s in qualcosa di sempre più simile a un partito (sembra che sia già stata individuata una sede). Con la piattaforma gestita dall'Associazione presieduta da Davide Casaleggio allo stato i rapporti si limitano agli scambi di mail suggerite dai rispettivi avvocati, ma non è ancora operativa una soluzione alternativa di cui comunque il M5s avrà bisogno per far votare gli iscritti sul nuovo assetto affidato a Conte.

In attesa di dipanare tali questioni oggi si parte con una riflessione su cui i senatori sono chiamati a confrontarsi e a proporre idee e suggerimenti. Dunque c'è innanzitutto la necessità, emersa anche dagli Stati generali, di adottare una «Carta dei princìpi e dei valori» che servirà ad assumere «una chiara identità politica e di indicare le più essenziali caratteristiche e finalità della proposta politica». Da qui la domanda rivolta ai parlamentari: «Quali princìpi e valori, in questa prospettiva, sarebbero da assumere come assolutamente fondamentali?». Insieme a questo e forti dell'esperienza politica fin qui maturata si chiede di indicare «quali valori e obiettivi dovrebbero indicare le «nuove» cinque stelle?». Quelle originarie, infatti, contenute nella Carta di Firenze del 2009 risentivano delle prime esperienze di amministrazione nei comuni ma non certo di quella parlamentare o al governo del Paese.

C'è poi il problema «di offrire strumenti di formazione che favoriscano la crescita culturale e politica di tutti i vari soggetti impegnati con il Neo-Movimento». Da qui l'idea di un Centro di formazione «ben strutturato» che risponda a questo obiettivo. Poi, ancora, l'apertura alla società civile intesa come dialogo «con le iniziative di cittadinanza attiva e le pratiche di attivismo civico» e quindi, si chiede, «come immagini che potrebbero essere sviluppate e concretizzate queste iniziative?».

Infine un quesito sulla «forma» partito e sulla necessità - che certo le ultime esperienze deludenti alle elezioni amministrative hanno messo in rilievo - di «un più stringente raccordo tra l'organizzazione centrale e le articolazioni territoriali, anche attraverso la valorizzazione di figure di riferimento sul territorio».

(con fonte Askanews)