18 maggio 2022
Aggiornato 06:01
MoVimento 5 Stelle

Il messaggio di Giuseppe Conte all'assemblea 5 Stelle: «Fidatevi di me, scommettiamo insieme sul futuro»

Il nuovo progetto di organizzazione che Beppe Grillo ha affidato all'ex presidente del Consiglio tarda a vedere la luce (verrà forse definito e reso noto dopo Pasqua) ma la riunione non era più rinviabile

L'ex Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte
L'ex Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte Foto: ANSA

Quotato nei sondaggi, preceduto dalla fama di prudente tessitore, ma senza nulla di concreto, per ora, nelle mani: «Fidatevi di me, scommettiamo insieme sul futuro», questo è in sostanza il messaggio che Giuseppe Conte recapiterà questa sera ai parlamentari, ai sindaci e ai consiglieri regionali del Movimento 5 stelle riuniti in assemblea (digitale, come pandemia impone). Il nuovo progetto di organizzazione che Beppe Grillo ha affidato all'ex presidente del Consiglio tarda a vedere la luce (verrà forse definito e reso noto dopo Pasqua) ma la riunione non era più rinviabile, specie dopo che lo stesso garante e fondatore del Movimento ha ribadito la scorsa settimana - senza informare Conte, che non ha gradito - la validità del limite dei due mandati elettivi in Parlamento.

«Sarà un incontro interlocutorio - garantisce chi conosce bene le intenzioni di Conte - un primo momento in cui presenterà le sue riflessioni. Si parlerà di ripartire dal territorio, di valorizzare le realtà locali. E di internazionalizzazione, che non è solo il problema dei contatti con le 'famiglie politiche europee' ma vuol dire avere interlocutori, visibilità e ruolo anche fuori dall'Italia».

Conte rischia di trovarsi in mano un contenitore vuoto, se non chiarisce quale futuro personale toccherà a chi non può essere rieletto e anche a chi potrebbe essere candidato ma sa già di avere pochissime chance a causa del calo dei consensi rispetto al 2018 e della riforma costituzionale che taglia gli eletti nelle due Camere. I numeri dicono che il M5S nel 2018 ha portato in Parlamento 222 deputati compresa una eletta all'estero e 112 senatori ma solo tre anni dopo ha 164 deputati e 75 senatori; e a Bruxelles i 14 europarlamentari eletti nel 2019 si sono ridotti a 9. «Se se ne vanno altri 50 faremo il pane con la farina che resta», taglia corto un osservatore interno.

«Ci sono tante possibilità - minimizza una fonte di alto profilo del M5S - per dare spazio a chi non verrà rieletto. Conte non aveva promesso a nessuno il salvacondotto per il terzo mandato, al massimo qualcuno ci ha sperato...». Eppure, osserva un'altra voce, «il Movimento non è più quello delle origini: non sarà facile rinunciare a gente che può valere, da sola o come gruppo di 'volti noti', qualche centinaio di migliaio di voti: vedi Di Maio e i suoi, Cancelleri in Sicilia, la pattuglia piemontese. Né si può pensare che i big accettino di andare a fare gli assistenti parlamentari». D'altro canto, nessuno coltiva particolari illusioni sulle poltrone di sottogoverno: «Il M5S non toccherà palla o quasi - ammette un esponente stellato di primo piano - già da questa tornata di aprile delle nomine nelle partecipate. Il nostro peso in maggioranza si è molto ridotto e Draghi non risolverà i nostri problemi».

«Qui c'è gente che fra l'impegno da attivista e quello di parlamentare ha legato la propria vita al Movimento da più di dieci anni: nessuno accetta di buon grado un calcio in culo», spiega senza mezzi termini un deputato esperto: «Quando sarà il momento chi va a fare la campagna elettorale, io che sono conosciuto oppure il ragazzotto attivista?». I gruppi sono in ebollizione da giorni, anche perché i vertici del Movimento stanno riorganizzando il sistema di raccolta fondi dai parlamentari: sarà centralizzato e non passerà più dall'Associazione Rousseau gestita da Davide Casaleggio.

«Ma se devo dare gli stessi soldi che davo a Rousseau, sapendo già che non sarò rieletto, che lavoro per rieleggere al massimo qualche protetto di Luigi Di Maio e qualche esponente della società civile portato da Conte, per me tanto vale andarmene nel gruppo misto: risparmio 80-100mila euro. E come me - garantisce un altro parlamentare al secondo giro - la pensano in tanti». Ma ci sono anche le voci di chi, dopo il primo mandato, non dispera di fare il secondo: «La regola era nota - sottolinea una giovane deputata al primo mandato - non è che la possiamo cambiare per rivedere sempre le stesse facce. E con quale criterio si farebbe una deroga, il merito? Ma il merito è per caso quello della visibilità, quello di chi è stato a suo tempo prescelto dalla comunicazione per andare in tv? Qui c'è gente che non è conosciuta ma fa un lavoro molto serio».

E Rousseau? Altro nodo di cui Conte sperava di non doversi occupare ma che ancora non è stato sciolto. Casaleggio, che denuncia una campagna di «fango» contro la sua Associazione e nega di avere in corso una parallela attività di consultazione degli iscritti, ha lanciato ieri una raccolta di fondi, spiegando che è a rischio «il progetto civico costruito in questi anni». Ma dai palazzi romani il M5S fa filtrare la convinzione di poter chiudere la partita con lui ridimensionandone le pretese, pari a circa 450mila euro per i soli arretrati: «La sua non è un'attività economica, le nostre sono donazioni liberali. Per vantare un credito dovrebbe avere un contratto di servizio. E staccare fattura...».

(con fonte Askanews)