22 settembre 2021
Aggiornato 11:00
MoVimento 5 Stelle

Il messaggio di Giuseppe Conte all'assemblea 5 Stelle: «Fidatevi di me, scommettiamo insieme sul futuro»

Il nuovo progetto di organizzazione che Beppe Grillo ha affidato all'ex presidente del Consiglio tarda a vedere la luce (verrà forse definito e reso noto dopo Pasqua) ma la riunione non era più rinviabile

L'ex Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte
L'ex Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte ANSA

Quotato nei sondaggi, preceduto dalla fama di prudente tessitore, ma senza nulla di concreto, per ora, nelle mani: «Fidatevi di me, scommettiamo insieme sul futuro», questo è in sostanza il messaggio che Giuseppe Conte recapiterà questa sera ai parlamentari, ai sindaci e ai consiglieri regionali del Movimento 5 stelle riuniti in assemblea (digitale, come pandemia impone). Il nuovo progetto di organizzazione che Beppe Grillo ha affidato all'ex presidente del Consiglio tarda a vedere la luce (verrà forse definito e reso noto dopo Pasqua) ma la riunione non era più rinviabile, specie dopo che lo stesso garante e fondatore del Movimento ha ribadito la scorsa settimana - senza informare Conte, che non ha gradito - la validità del limite dei due mandati elettivi in Parlamento.

«Sarà un incontro interlocutorio - garantisce chi conosce bene le intenzioni di Conte - un primo momento in cui presenterà le sue riflessioni. Si parlerà di ripartire dal territorio, di valorizzare le realtà locali. E di internazionalizzazione, che non è solo il problema dei contatti con le 'famiglie politiche europee' ma vuol dire avere interlocutori, visibilità e ruolo anche fuori dall'Italia».

Conte rischia di trovarsi in mano un contenitore vuoto, se non chiarisce quale futuro personale toccherà a chi non può essere rieletto e anche a chi potrebbe essere candidato ma sa già di avere pochissime chance a causa del calo dei consensi rispetto al 2018 e della riforma costituzionale che taglia gli eletti nelle due Camere. I numeri dicono che il M5S nel 2018 ha portato in Parlamento 222 deputati compresa una eletta all'estero e 112 senatori ma solo tre anni dopo ha 164 deputati e 75 senatori; e a Bruxelles i 14 europarlamentari eletti nel 2019 si sono ridotti a 9. «Se se ne vanno altri 50 faremo il pane con la farina che resta», taglia corto un osservatore interno.

«Ci sono tante possibilità - minimizza una fonte di alto profilo del M5S - per dare spazio a chi non verrà rieletto. Conte non aveva promesso a nessuno il salvacondotto per il terzo mandato, al massimo qualcuno ci ha sperato...». Eppure, osserva un'altra voce, «il Movimento non è più quello delle origini: non sarà facile rinunciare a gente che può valere, da sola o come gruppo di 'volti noti', qualche centinaio di migliaio di voti: vedi Di Maio e i suoi, Cancelleri in Sicilia, la pattuglia piemontese. Né si può pensare che i big accettino di andare a fare gli assistenti parlamentari». D'altro canto, nessuno coltiva particolari illusioni sulle poltrone di sottogoverno: «Il M5S non toccherà palla o quasi - ammette un esponente stellato di primo piano - già da questa tornata di aprile delle nomine nelle partecipate. Il nostro peso in maggioranza si è molto ridotto e Draghi non risolverà i nostri problemi».

«Qui c'è gente che fra l'impegno da attivista e quello di parlamentare ha legato la propria vita al Movimento da più di dieci anni: nessuno accetta di buon grado un calcio in culo», spiega senza mezzi termini un deputato esperto: «Quando sarà il momento chi va a fare la campagna elettorale, io che sono conosciuto oppure il ragazzotto attivista?». I gruppi sono in ebollizione da giorni, anche perché i vertici del Movimento stanno riorganizzando il sistema di raccolta fondi dai parlamentari: sarà centralizzato e non passerà più dall'Associazione Rousseau gestita da Davide Casaleggio.

«Ma se devo dare gli stessi soldi che davo a Rousseau, sapendo già che non sarò rieletto, che lavoro per rieleggere al massimo qualche protetto di Luigi Di Maio e qualche esponente della società civile portato da Conte, per me tanto vale andarmene nel gruppo misto: risparmio 80-100mila euro. E come me - garantisce un altro parlamentare al secondo giro - la pensano in tanti». Ma ci sono anche le voci di chi, dopo il primo mandato, non dispera di fare il secondo: «La regola era nota - sottolinea una giovane deputata al primo mandato - non è che la possiamo cambiare per rivedere sempre le stesse facce. E con quale criterio si farebbe una deroga, il merito? Ma il merito è per caso quello della visibilità, quello di chi è stato a suo tempo prescelto dalla comunicazione per andare in tv? Qui c'è gente che non è conosciuta ma fa un lavoro molto serio».

E Rousseau? Altro nodo di cui Conte sperava di non doversi occupare ma che ancora non è stato sciolto. Casaleggio, che denuncia una campagna di «fango» contro la sua Associazione e nega di avere in corso una parallela attività di consultazione degli iscritti, ha lanciato ieri una raccolta di fondi, spiegando che è a rischio «il progetto civico costruito in questi anni». Ma dai palazzi romani il M5S fa filtrare la convinzione di poter chiudere la partita con lui ridimensionandone le pretese, pari a circa 450mila euro per i soli arretrati: «La sua non è un'attività economica, le nostre sono donazioni liberali. Per vantare un credito dovrebbe avere un contratto di servizio. E staccare fattura...».

(con fonte Askanews)