17 giugno 2021
Aggiornato 02:00
Politiche europee

Mario Draghi: Serve un vero e proprio «bilancio federale» dell'UE, basato sull'emissione di eurobond

Il Presidente del Consiglio: «Dare all'Euro un ruolo e una forza internazionale paragonabili a quelli del dollaro. Una forza che l'euro oggi non può avere, perché mancano all'UE gli strumenti che hanno gli USA»

Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi
Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi ANSA/EPA

C'è ancora molta strada da fare per arrivare a un bilancio comune, un vero e proprio «bilancio federale» dell'UE, basato sull'emissione di eurobond, e per dare finalmente all'euro un ruolo e una forza internazionale paragonabili a quelli del dollaro. Una forza che l'euro oggi non può avere, perché mancano all'Ue gli strumenti che hanno gli Stati Uniti: una vera unione bancaria, una unione del mercato dei capitali, e, appunto, un cospicuo bilancio federale che emetta titoli di debito sicuri. Ma, nonostante l'opposizione, che resta ancora, da parte di certi paesi, soprattutto la Germania e i paesi 'frugali' del Nord, occorre 'un impegno politico per una prosecuzione dell'integrazione economica europea che veda in questo strumento un passo fondamentale'.

E quanto ha detto oggi, in estrema sintesi, il presidente del Consiglio Mario Draghi durante la sua conferenza stampa in cui ha riferito i risultati della videoconferenza di ieri dei capi di Stato e di governo dell'Ue e dell'Eurosummit, che ha discusso, fra l'altro, alcune proposte per rafforzare il ruolo internazionale dell'euro.

Draghi ha anche riconosciuto il 'passo avanti' di cui 'siamo tutti molto soddisfatti' compiuto con il piano Ue di Recovery 'Next Generation EU', che prevede 'una via di mezzo', perché, anche se non c'è il bilancio comune, la Commissione europea si finanzia da sola sui mercati.

Il presidente del Consiglio è stato sollecitato a parlare di questi temi da una domanda del corrispondente del quotidiano economico tedesco Handesblatt, in riferimento al richiamo di Draghi ieri, durante la discussione dell'Eurosummit, alla necessità di creare un titolo comune di debito europeo; una prospettiva vista con molto scetticismo in Germania.

'Il contesto di quella discussione - ha spiegato il presidente del Consiglio - era l'importanza del ruolo internazionale dell'euro. Di tanto in tanto le varie istituzioni europee si svegliano - ha ironizzato - e guardano a quanto è importante l'euro come valuta di riserva internazionale, come valuta utilizzata negli scambi internazionali. E regolarmente vedono che il dollaro è tanto importante e l'Euro è poco importante. Al che vengono proposti poi una serie di progetti per valorizzare l'importanza internazionale dell'Euro'. Ora, ha concesso Drghi, 'non c'è dubbio che alcuni, anzi tutti' questi progetti 'sono da sostenere e da approvare, anche lo stesso euro digitale è importantissimo. Ma dubito - ha avvertito - che questo faccia aumentare significativamente l'importanza internazionale dell'euro'.

'Perché questo? Perché se guardiamo al dollaro, cos'è che determina l'importanza valore del suo ruolo internazionale? Se si va a vedere - ha rilevato il presidente del Consiglio -, è il fatto che il debito pubblico, il debito del Tesoro americano, è il titolo finanziario più scambiato nel mondo; mentre noi abbiamo il debito dei vari paesi membri, che non ha la caratteristica dei titoli americani di essere completamente privi di rischi. Questa è la prima cosa'.

'La seconda cosa - ha continuato Draghi - è che gli Stati Uniti hanno una mercato dei capitali gigantesco, dove tutte le società possono emettere azioni che vengono scambiate dovunque allo stesso prezzo. Noi non abbiamo una Unione dei capitali, un mercato unico dei capitali. Abbiamo una Unione bancaria che è stata avviata qualche anno fa (fra l'altro dietro la spinta determinante dell'allora presidente della Bce, ndr), con grandi sforzi, ma che incontra ancora vari ostacoli. Loro invece, gli Stati Uniti, hanno una unione bancaria'.

Quindi, si vuole affermare il ruolo internazionale dell'euro 'in mancanza di una Unione bancaria, di una Unione del mercato dei capitali e di un titolo di debito condiviso come quello americano. E - ha chiesto ancora Draghi - da dove viene questo titolo? Viene dal fatto che gli Stati Uniti hanno un bilancio federale e noi non l'abbiamo, abbiamo un piccolo bilancio' quello comunitario. Certo, è 'un bilancio che ora sta crescendo a causa della pandemia, ma non è utilizzato per affrontare le situazioni di debolezza o di forza dei singoli paesi europei, non è utilizzato, come dicono gli economisti in funzione anticiclica, cioè di stabilizzazione dell'economia. Quindi - ha sintetizzato -, va benissimo parlare di valore internazionale dell'Euro, ma non bisogna farsi troppe illusioni finché non si risolvono questi problemi'.

Poi, durante la discussione al vertice Ue di ieri, ha riferito il presidente del Consiglio, 'ho anche detto che bisogna arrivare verso un'Unione fiscale (nel senso di Unione di bilancio, ndr), che il tragitto è molto lungo ed è anche molto, molto difficile, perché i vari paesi la pensano in modo diverso. Ma sarebbe importante avere, come dire, un impegno politico, che non è che possa concretizzarsi domani, non so quante generazioni ci vorranno; ma un impegno politico sul fatto che l'Europa marcia in quella direzione'. A un'altra domanda sull'occasione di creare finalmente gli eurobond, e con quali tempi, considerando le nuove possibilità aperte dal 'Next Generation EU', anche nell'ipotesi di rendere questo strumento permanente, Draghi ha replicato: 'Io posso pensare quello che voglio dell'utilità degli eurobond ma vanno fatti insieme, se no facciamo un altro tipo di bond', cioè emissioni che non sarebbero comuni.

'All'eurobond ci si arriva quando ci vogliono arrivare tutti'. E non ci arriveremo 'se non riusciamo, e fin quando non riusciamo, ad avere la convinzione generale di tutti sull'utilità di questo strumento, su una prosecuzione dell'integrazione economica europea - ha sottolineato - che veda in questo strumento un passo fondamentale'.

'Perché questo non è solo un titolo emesso', ma presuppone 'un bilancio comune. E quindi la creazione di una istituzione, chiamiamola così, oppure semplicemente un ampliamento dei poteri dell'Eurogruppo su bilancio comune'. Ma 'siamo un po' lontani da questo', ha ammesso, perché ci sono dei paesi che ancora si oppongono.

Quindi, riguardo al tempo che ci vorrà, 'io non posso fare una previsione. So solo - ha ricordato Draghi - che continuo a dire la stessa cosa ormai da tanti, tanti, anni. Ma è importante ridirle le cose, perché uno dei pericoli è che certi messaggi a un certo punto spariscano, e spesso sono l'unica risposta a tanti problemi. Quindi poi ci si ingegna a cercare altre risposte non rilevanti per i problemi, per non affrontare la risposta giusta che però richiede un investimento politico imponente da parte di alcuni paesi. Occorre - ha osservato - avere sempre ben chiaro questo: si deve sapere qual è la risposta essenziale, e si deve sapere che se si fanno delle cose che non rispondono, che sono marginali, ci si deve aspettare un risultato marginale'.

'Per inciso - ha aggiunto il presidente del Consiglio, una specie di eurobond e quello che è uscito con la creazione dei titoli emessi dalla Commissione europea per finanziare 'Next Generation EU'. Non è un eurobond perché la questione fondamentale poi è se questa sia una iniziativa una tantum oppure se stabilisce una procedura che continuerà'. Tuttavia, è chiaro che la commissione oggi ha visto ampliarsi i suoi mezzi finanziari, quindi è probabile che questo tipo di finanziamento venga poi utilizzato per altre cose. Questa sarebbe una via di mezzo: non c'è il bilancio comune però la Commissione si finanzia da sola. Ed è già di per sé molto importante e siamo stati tutti quanti molto soddisfatti di questo passo avanti'.

'Però - ha sottolineato ancora Draghi - teniamo presente una cosa: gli investitori apprezzano i titoli emessi dalla Commissione perché sono meno rischiosi di quelli emessi da tutti gli altri paesi. Ora, noi abbiamo un imponente debito pubblico, da continuare a sostenere e a utilizzare per i nostri programmi di investimento. Ecco occorre tener presenti bene tutte e due le cose'.

Infine, per quanto riguarda un eventuale ampliamento, con aumento delle risorse, del 'Next Generation EU', Draghi ha detto che 'non se ne è ancora discusso, almeno per quanto ne so io'.

(con fonte Askanews)