12 aprile 2021
Aggiornato 23:30
MoVimento 5 Stelle

I 5 Stelle si fanno il conto in banca per aggirare Rousseau (in attesa di Conte)

Niente più versamenti diretti a Casaleggio ma l'accordo è ancora lontano. E per ora, gli attivisti e gli elettori devono ancora attendere per capire quando e come lo stallo finirà

Beppe Grillo e Davide Casaleggio
Beppe Grillo e Davide Casaleggio ANSA

«Senza dubbio dobbiamo ripartire da quanto fatto negli scorsi mesi, ognuno con la sua autonomia ma seguendo anche un percorso comune, quindi concordo con Letta». Lo dice al Gr1 Rai Roberto Fico, presidente della Camera e grande sponsor dell'alleanza strategica con il Partito democratico, che scommette sulla nuova fase del Nazareno come possibile sponda per tenere in vita l'asse che era stato faticosamente messo in piedi durante la stagione del precedente governo. «Sono assolutamente ottimista, e Giuseppe Conte è fondamentale per il Movimento», garantisce l'esponente stellato ma Conte, per ora, si fa attendere e tutto il M5S appare in uno stato di animazione sospesa: dopo le convulsioni dei mesi scorsi ha smesso di riflettere, di discutere, di confrontarsi al suo interno.

A che punto è il progetto di ristrutturazione affidato all'ex capo del Governo da Beppe Grillo in persona? La speranza dei vertici stellati è che l'ex presidente del Consiglio inizi a raccontare già in settimana qualcosa della sua visione del M5S 2050, come lo ha etichettato Grillo. Per ora si lavora al nuovo regolamento sul trattamento economico per gli eletti in Parlamento, quello che dovrebbe aiutare lo sblocco della trattativa infinita con Davide Casaleggio e la sua Associazione Rousseau. E' quasi pronta la nuova versione che «non prevederà più - racconta una fonte qualificata del Movimento - il versamento diretto (della quota tagliata delle indennità, ndr) a Rousseau ma al Movimento, che ora è dotato anche di un conto corrente». Questo sbloccherà lo stallo, dicono dal M5S, perché verranno meno le pretese economiche di Casaleggio almeno sul futuro.

Non tutte le fonti interne di primo piano, però, concordano sulla tempistica dei lavori in corso. Qualcuno pensa che sia una «settimana decisiva», ma c'è chi dice che è molto probabile, comunque, che sia il progetto di Conte sia la «transazione» con Casaleggio (che ha chiesto circa 450mila euro di arretrati e per ora ha bloccato anche le votazioni sulla piattaforma Rousseau) slittino a dopo Pasqua, che quest'anno è il 4 aprile. Gli avvocati stanno ancora scrivendo i testi di un possibile accordo. Del resto, racconta una parlamentare di lungo corso, anche sul fronte di Conte «si studiano ancora tutti i problemi dei vari statuti, nemmeno chi ha partorito il M5S ci sta capendo molto di quello che si deve fare». E anche i probiviri, dicono a Montecitorio, non riescono a muoversi.

C'erano espulsioni e ricorsi in ballo ma per ora non c'è fretta di definire la parte burocratica, dopo la spaccatura sul governo Draghi. «Prima - spiega la stessa fonte - chi faceva pressioni sui probiviri per i ritardi nei pagamenti a Rousseau e nelle restituzioni e per le espulsioni era proprio Casaleggio, ma se fai fuori lui, almeno fino a quando non si delinea l'intesa definitiva qui pensiamo che rimarrà tutto in stand by, anche perché sanno che il gruppo è una polveriera...».

Casaleggio intanto non molla la presa. Anche se negli ambienti romani del M5S si dice che abbia attenuato la durezza delle sue posizioni e punti a raggiungere comunque un'intesa coi vertici, sul Blog delle stelle continua a propagandare il suo Manifesto Controvento, bollato come «interferenza politica» a Roma ma sbandierato dall'Associazione Rousseau come strumento di «metodo» per ribadire principi e valori non negoziabili.

Anche oggi sul Blog (che non è mai stato ufficialmente disconosciuto dal M5S, anche se è gestito da sempre da Casaleggio) c'è un post, stavolta dedicato al principio «uno vale uno». Rousseau parla di «Selezione meritocratica», di «Processi trasparenti di nomina e di candidature» e di «Spazi di confronto ufficiali e permanenti con i portavoce e con coloro che rivestono i ruoli interni». Insomma, ognuno ha il suo progetto di M5S 2050. E per ora, gli attivisti e gli elettori devono ancora attendere per capire quando e come lo stallo finirà.

(con fonte Askanews)