1 agosto 2021
Aggiornato 03:30
Lectio magistralis

La «lezione» di Giuseppe Conte sulla pandemia

L'ex Presidente del Consiglio è tornato all'Università di Firenze dopo l'esperienza di governo: «L’emergenza che stiamo vivendo è oggettivamente la sfida più severa dal secondo dopoguerra»

L'ex Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte
L'ex Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte ANSA

«Tutela della salute e salvaguardia dell'economia. Lezioni dalla pandemia»: si intitolava così la lectio magistralis che Giuseppe Conte, nelle vesti di professore di diritto privato e non più di premier, ha tenuto nell'aula magna dell'Università di Firenze. Ma la lezione - destinata agli studenti della Scuola di giurisprudenza ma trasmessa in diretta streaming dall'ateneo fiorentino con quella che il collettivo politico di Scienze politiche ha polemicamente definito «pompa magna» - si sarebbe potuta intitolare «Lezioni da Palazzo Chigi».

Nel suo lungo discorso, infatti, Conte ha toccato tutti i punti nevralgici della gestione della pandemia nell'ambito della sua attività di governo dell'ultimo anno. Ha affrontato uno per uno i nodi più importanti che poi sono stati al centro delle critiche che gli hanno rivolto gli avversari politici, Lega in testa, ma anche forze della maggioranza fino allo strappo di Italia Viva che ha deciso di staccare la spina al Conte II.

La premessa del professore-ex premier vola alto - «uscendo dall'orizzonte della cronaca ed entrando nella dimensione della storia saranno possibili bilanci e meditazioni ponderate» - ma la difesa dell'operato del governo, pur non volendo entrare troppo nel merito, è argomentata e puntuale. Un uso eccessivo di Dpcm? No, sarebbe stato «impossibile» per il governo adottare tutte le misure per il contenimento del Covid-19 con «i soli decreti legge» e comunque si è sempre cercato il coinvolgimento del Parlamento. Economia massacrata da lockdown e zone rosse? Attenzione, spiega Conte, «è ingannevole il dilemma che prefigura un'alternativa tra tutela della salute e tutela dell'economia». Troppe opinioni discordanti tra gli scienziati? Certo, ammette l'ex premier, i cittadini sono rimasti «smarriti» da questo ma, ascoltati gli scienziati, è sempre stata la politica ad assumersi «la responsabilità delle decisioni». Insomma, «il sistema democratico ha retto».

Fin qui il passato. Poi c'è il futuro e salta agli occhi come ben metà del discorso di Conte sia stato dedicato alla nuova Europa che va costruita. Per rintuzzare, certo, i vecchi avversari come il leader della Lega Matteo Salvini, protagonista di una svolta europeista che ha destato tanti «entusiasmi» ma, ha ricordato Conte, «l'europeismo non è una moda» e basta poco perchè torni a soffiare il vento del «nazionalismo» se quella nella costruzione europea non è convinzione radicata e suffragata dai fatti. Parole, poi, anche per tranquillizzare il Movimento cinquestelle - che l'ha espresso come premier e che lo sta marcando stretto perchè assuma un ruolo politico - che certo avrà gradito la puntualizzazione di Conte: va perseguito «un europeismo critico e non fideistico».

Ma parole che vanno oltre, che vedono nell'isolamento degli Stati una «iattura» e che disegnano, capitolo per capitolo come un programma, la nuova Europa, uscita dall'austerity e dalla pandemia, a cui Conte sembra guardare con molto interesse. Se tutto questo significhi qualcosa anche per il suo personale futuro è presto per dirlo anche perchè la linea dell'"avvocato del popolo» sembra essere quella di voler attendere.

Il rientro all'Università di Firenze, poi, è un ritorno che gli lascia le mani libere perchè, a quanto si è capito, Conte non avrà un proprio corso da portare avanti con i suoi studenti ma terrà lezioni, seminari e conferenze nell'ambito di corsi già programmati. Del resto, siamo praticamente a marzo e i corsi per il secondo semestre accademico sono programmati da tempo. Incerta la sua partecipazione al summit convocato nel week-end a Marina di Bibbona da Beppe Grillo per decidere il futuro del Movimento: dopo la fuga di notizie non è detto che si faccia ancora. Quello che è certo è che se vi sarà non parteciperà Davide Casaleggio, impegnato nelle nuove tappe del tour «La base incontra Rousseau». E anche questo elemento racconta una storia.

(con fonte Askanews)