24 ottobre 2021
Aggiornato 05:30
MoVimento 5 Stelle

Beppe Grillo su tutte le furie per le proteste dei Deputati, verso l'annullamento del vertice con Conte

Secondo alcune fonti parlamentari il vertice a questo punto sarebbe annullato ma c'è incertezza tanto che non è stata diffusa alcuna comunicazione ufficiale in merito

Giuseppe Conte e Beppe Grillo
Giuseppe Conte e Beppe Grillo ANSA

Potrebbe saltare il vertice di domenica convocato da Beppe Grillo con i vertici del Movimento 5 Stelle e Giuseppe Conte. «Di ciò di cui non si può parlare si deve tacere», ha scritto il garante M5s su twitter questa mattina e la citazione di Ludwig Wittgenstein viene raccontata come una irritazione per la fuga di notizie rispetto a un incontro che doveva rimanere segreto. Tanto che Grillo aveva deciso si sarebbe svolto nella sua villa a Marina di Bibbona, in Toscana, provincia di Livorno. Il suo rifugio nella costa degli Etruschi a due passi da quella Maremma afflitta in queste settimane dalle varianti del coronavirus e a soli 15 chilometri da Cecina, diventato due giorni fa il secondo comune toscano zona rossa dopo Chiusi. Insomma, complici anche le restrizioni causate dalla pandemia, era il posto perfetto per tenere lontani fotografi e telecamere.

Secondo alcune fonti parlamentari il vertice a questo punto sarebbe annullato ma c'è incertezza tanto che non è stata diffusa alcuna comunicazione ufficiale in merito. Né per smentire né per confermare. Di ufficiale è stato comunicato dall'associazione Rousseau che Davide Casaleggio sarà impegnato nel weekend con le due nuove tappe del tour digitale 'La Base incontra Rousseau' e che «che non ha altri impegni previsti». Niente Bibbona, niente vertici segreti. Se il motivo è che il vertice non si terrà più o che Casaleggio non è stato invitato non è dato saperlo.

Ma la fuga di notizie sull'incontro al vertice fa storcere il naso a più di uno: «A cosa è servito fare un anno di Stati generali del Movimento 5 Stelle, se poi la linea cambia sui giornali o nel fine settimana a Bibbona? Se il M5S deve crescere, si renda conto che ratificare su Rousseau scelte prese altrove non è democrazia diretta, ma plebiscitaria», si sfoga su Twitter il deputato M5s Francesco Berti. Mentre Luigi Gallo fa un ragionamento più ampio sottolineando «il fallimento dell'uomo solo al comando, che estromette tutta la comunità del M5s dalle scelte importanti ed espone tutti noi a clamorosi errori, e che, con grossa miopia, non solo è stato programmato ed inseguito negli anni ma oggi qualcuno ripropone».

Il deputato propone «di ripartire dal lavoro di partecipazione degli Stati Generali di 8000 persone tra attivisti e portavoce e che ha disegnato la chiara volontà di restituire centralità ai territori, per recuperare quel filo diretto». Gallo è sicuro che si può risorgere «magari riformando il M5s con un nuovo simbolo e con un nuovo statuto che ci doti di un'organizzazione seria, da manuale, e non ci leghi mani e piedi a una piattaforma e a un'associazione privata, che pur di mantenere il proprio predominio non ha consentito al M5s di rafforzarsi e dar vita ad una sana e robusta costituzione che protegga il Paese». A Giuseppe Conte «di non raccogliere alcun incarico nel M5s senza che venga abbandonato l'infantile modello democratico che ci ha condotti fin qui».

E proprio Conte oggi è tornato all'università di Firenze per una lectio magistralis. Un ritorno che gli lascia le mani libere perché, a quanto si è capito, Conte non avrà un proprio corso da portare avanti con i suoi studenti ma terrà lezioni, seminari e conferenze nell'ambito di corsi già programmati. Del resto, siamo praticamente a marzo e i corsi per il secondo semestre accademico sono programmati da tempo. Il ruolo di Conte nel M5s o più ampio come federatore di un'alleanza di centrosinistra è tutto da vedere. Di certo un incarico ad hoc nel Movimento contribuirebbe a risollevare le sorti dei pentastellati, dilaniati dopo la fiducia a Draghi, e a ricomporre diversi settori.

«Conte è una persona stupenda. M5s con Conte potrebbe rialzarsi», dice in una diretta Fb Alessio Villarosa, astenuto sulla fiducia, e per questo espulso dal gruppo. «Ci hanno messo 12 ore ad espellermi, ho lavorato 8 anni, ero sul tetto di Montecitorio, potevano pensarci almeno 24 ore», dice amareggiato annunciando che presenterà le controdeduzioni: «Vedremo come mi rispondono. Non mollo. Io resterei dentro ma mi hanno cacciato».

Anche Barbara Lezzi annuncia su Facebook di aver ricevuto la mail da parte del collegio dei probiviri nella quale si comunica la sospensione dal M5S fino a quando non sarà conclusa tutta la procedura. Una mail firmata però solo da due dei tre probiviri: Berti e Dadone. «Ho qualche giorno di tempo per presentare le mie controdeduzioni e lo farò puntualmente ripercorrendo tutte le fasi che mi hanno condotto alla scelta di votare NO al governo Draghi. Conosco lo statuto in tutte le sue parti, conosco bene tutte le regole sottostanti alle diverse procedure e ho agito e agirò rispettando il tutto», scrive Lezzi.

In questo caos, chi ha incarichi nel governo, nelle istituzioni e nel Movimento - e lo stesso Grillo - oggi celebra la nascita per decreto del ministero della Transizione ecologica che Grillo aveva chiesto espressamente a Draghi durante le consultazioni come condizioni per il sì di M5s al suo governo. Di Maio, Patuanelli, D'Incà, Tavernal, Fico. «È un risultato per cui il Movimento 5 Stelle ha lottato in queste settimane ed è una svolta preziosa per il Paese. Un punto di partenza per un percorso che abbiamo il dovere di portare avanti nel solco della transizione energetica e ambientale, della tutela del pianeta e della sostenibilità. Solo con un approccio ambientalista saremo capaci di disegnare il futuro delle nostre comunità», osserva il presidente della Camera.

(con fonte Askanews)