21 ottobre 2020
Aggiornato 09:30
Intervista al Corriere della Sera

«Sullo stato d'emergenza devono dirci la verità»

Il Presidente del Senato: «Abbiamo bisogno di verità. Gli italiani sono stanchi di oscillare tra incertezze e paure, in una confusione continua di dati che impedisce tra l'altro di programmare il lavoro»

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte a colloquio con il Presidente del Senato, Maria Elisabetta Casellati
Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte a colloquio con il Presidente del Senato, Maria Elisabetta Casellati ANSA

Sulla proroga dello stato di emergenza «prima di tutto occorre avere informazioni corrette, senza nascondere i risultati del Comitato tecnico. Se non abbiamo accesso alle informazioni, non possiamo dire nulla. Abbiamo bisogno di verità. Gli italiani sono stanchi di oscillare tra incertezze e paure, in una confusione continua di dati che impedisce tra l'altro di programmare il lavoro». Lo dice la presidente del Senato Elisabetta Casellati in un'intervista al Corriere della Sera.

«Penso che il Paese non sia in grado di sopportare un nuovo lockdown. Socialmente ed economicamente. Vedo solo la necessità di essere severi nel far rispettare le regole. L'allarmismo non serve, non aiuta a controllare la pandemia e crea solo sfiducia. Al contrario dobbiamo sostenere il ritorno alla normalità secondo due parole d'ordine che ci dovranno accompagnare nei prossimi mesi: responsabilità e coraggio», prosegue.

Rischio tensioni sociali

Casellati teme tensioni sociali: «Sì. C'è un rischio reale che è legato alla recessione economica e alla mancanza di lavoro. Ci troviamo di fronte al paradosso rilevato dall'Istat che il reddito delle famiglie cala, aumentano le bollette e sale la pressione fiscale. Qualcosa non torna nei conti degli italiani. Ma non solo. Se le scuole non troveranno un equilibrio, le tensioni verranno dalle mamme. Cosa che non mi auguro. E se si ammutinano le donne, il blocco sociale è inevitabile».

Il metodo del governo, prosegue, «non lo condivido perché non lo vedo. È certo che le opposizioni devono essere coinvolte. Pensi se settant'anni fa i progetti per l'utilizzo dei fondi del Piano Marshall fossero stati decisi solo dalla maggioranza!».

Serve un «Progetto Italia»

E sulla discussione sull'assegnazione del Recovery Fund spiega: «Mi preoccupa molto. Sapevamo che a luglio l'accordo ci vedeva destinatari di 209 miliardi. Ma oggi ci troviamo di fronte all'ennesima discussione tra Paesi frugali e non e al dubbio se queste somme arriveranno, quando e a quali condizioni. È incredibile! Sembra di essere nel gioco dell'oca: si torna alle posizioni precedenti. Senza la politica, con la 'P' maiuscola, capace di costruire il 'Progetto Italia' dei prossimi 30 anni, anche un bazooka, qualora ci fosse, diventa una pistola ad acqua», conclude.

 Cangini: «Da Casellati allarme grave, Stato in pericolo»

«L'odierna intervista della presidente del Senato non può passare inosservata. Elisabetta Alberti Casellati mette in dubbio la trasparenza del governo sui contagi, presupposto al prolungamento dello stato di emergenza, teme si voglia dare il colpo di grazia alla democrazia rappresentativa, denuncia la drammatica mancanza di concretezza negli interventi per la ripresa dell'economia. Tre allarmi gravissimi: quando la seconda carica dello Stato usa toni così forti lo Stato è in pericolo». Lo dichiara il senatore di Forza Italia Andrea Cangini, portavoce di Voce libera.