25 novembre 2020
Aggiornato 06:30
La proposta

Silvio Berlusconi: «Sì a un governo con una nuova maggioranza, senza 5 Stelle»

L'ex premier si è detto convinto come «fra i Parlamentari, anche fra quelli della maggioranza, sia diffusa la consapevolezza del fatto che il paese su questa strada va incontro al disastro economico»

Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia
Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia ANSA

Se in questo Parlamento «si creassero davvero le condizioni per una maggioranza diversa, più efficiente, più rappresentativa della reale volontà degli italiani» questa «andrebbe verificata, naturalmente prima di tutto con i nostri alleati». Lo ha detto Silvio Berlusconi in una intervista a Repubblica ribadendo di non credere alla possibilità, alla luce dell'emergenza economica, della nascita di un governo di unità nazionale: «Non credo che ne esistano le condizioni e non credo servirebbe all'Italia un governo con forze politiche antitetiche fra loro; noi e i 5 Stelle, per esempio, abbiamo una visione diametralmente opposta su tutto».

L'ex premier si è detto convinto come «fra i parlamentari, anche fra quelli della maggioranza, sia diffusa la consapevolezza del fatto che il paese su questa strada va incontro al disastro economico. Non escludo affatto che in alcuni di loro prevalga l'amore per la nazione rispetto agli interessi personali o di partito».

L'impatto della crisi economica

A Berlusconi «pare sempre più difficile» che il governo Conte possa resistere all'impatto della crisi economica d'autunno ma «la voglia di sopravvivenza del ceto politico dei Cinque Stelle può fare miracoli. Il presidente Conte ha dato prova di sapersi destreggiare con abilità fra le contraddizioni della sua maggioranza. Peccato che tale abilità sia utile solo a lui e non all'Italia».

Infine Berlusconi, sul voto allo scostamento di bilancio ha assicurato che Forza Italia non porrà condizioni, «noi - ha rilevato - non contrattiamo l'interesse degli italiani. Però vogliamo capire cosa intende fare il governo. Abbiamo già votato due volte gli scostamenti e siamo stati decisivi. Questa volta lo voteremo, senza porre condizioni, solo se avremo la garanzia che serva a dare ossigeno all'economia, liquidità alla produzione e ai consumi».

«Non possiamo rinunciare al MES»

«Rinunciare per l'opposizione dei 5stelle ad uno strumento che avvantaggia l'Italia più di ogni altro paese in Europa sarebbe davvero imperdonabile. Significa 2.725 milioni per la sanità in Campania e 2.450 milioni in Puglia. Davvero possiamo rinunciarci?».

«Su questo tema - ha ricordato il leader di Forza Italia - non è un mistero che abbiamo opinioni diverse dai nostri alleati. La nostra posizione è frutto della cultura liberale, europeista, occidentale, che solo noi rappresentiamo nel panorama politico italiano. Il centrodestra è un'alleanza, non un partito unico e non lo diventerà mai. Quindi è ovvio che vi siano differenze di vedute. Tuttavia - ha aggiunto Berlusconi - siamo sempre stati capaci, nelle stagioni di governo, di fare una sintesi. Sono invece il governo e la maggioranza che devono fare chiarezza al loro interno e portare il Mes al voto in aula».