30 ottobre 2020
Aggiornato 23:30
Centrodestra

Silvio Berlusconi: «Rinunciare al MES sarebbe un'idea stravagante»

Il leader di Forza Italia: «Sarebbe un disastro se fossimo costretti a fare a meno dell'aiuto dell'Europa e questo per la scarsa capacità di incidere del Governo. Centrodestra? Premier chi avrà più voti»

Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi
Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi ANSA

Rinunciare al Mes sarebbe un'idea «stravagante». Lo ha detto il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi in una intervista al Tg5. «Sarebbe un disastro se fossimo costretti a fare a meno dell'aiuto dell'Europa e questo per la scarsa capacità di incidere del Governo», ha detto Berlusconi. Ci sono poi «idee stravaganti come rinunciare al Mes, come vorrebbero i grillini, ma non prendere i primi danari a costo zero non dà all'Europa l'idea che le nostre esigenze siano davvero pressanti». Il recovery fund va «almeno in parte anticipato», ha detto Berlusconi: «Sto lavorando con Von der Leyen e i leader del Ppe».

All'Italia, ha detto Berlusconi, serve «tagliare le tasse, tagliare le tasse e tagliare le tasse». Quanto all'opposizione, è fatta «di forze politiche molto diverse: noi di Forza Italia siamo liberali, cattolici, garantisti, europeisti e rappresentiamo il Ppe in Italia, con i nostri alleati abbiamo sempre saputo trovare una sintesi. Sulla candidatura per le regionali l'accordo è fato da mesi e non ci sono motivi per cambiarlo».

«Centrodestra? Premier chi avrà più voti»

«Quando andremo a votare e vinceremo indicheremo come premier il leader della forza politica più voti. Oggi è certamente la Lega. Se da qui al voto le cose dovessero cambiare cambieremo anche le nostre posizioni». Comunque, ha aggiunto, «la concorrenze nel Centrodestra fa bene perchè consente la crescita della coalizione».

«Governo non collabora, atteggiamento inadeguato»

Per il rilancio dell'Italia «bisogna mettere intorno a un tavolo le migliori risorse del Paese e insieme elaborare un piano per il futuro del Paese, noi siamo a disposizione. Il problema è che collaborare significa lavorare insieme: l'ascolto puramente formale, da parte del governo, delle nostre indicazioni, delle indicazioni delle opposizioni, mentre continua a fare e non fare senza tenerne conto, secondo le sue esigenze, è un comportamento del tutto inadeguato alla gravità del momento».

«Italia rischia pagare scarsa credibilità Governo»

«Mi dispiace dirlo perchè quando è in gioco l'interesse nazionale una opposizione responsabile come la nostra deve stringersi intorno alle istituzioni del Paese, però non possiamo chiudere gli occhi sul fatto che l'Italia rischia di pagare cara la scarsa credibilità di questa maggioranza e di questo governo».

«Il recovery Fund è assolutamente essenziale - ha aggiunto -, la proposta della Commissione europea è perfetta per le esigenze dell'Italia e io personalmente sono intervenuto più volte. E' essenziale che non venga modificata e la nostra posizione non si difende certo con una sfida muscolare con l'Europa, che non saremmo neppure in grado di reggere, ma costruendo buoni rapporti personali, alleanze e convergenza di interessi, come hanno fatto sempre i miei governi. Il problema è che il governo Conte, il governo delle quattro sinistre, in Europa non ha credibilità, è considerato un governo debole e senza autorevolezza».

Nei contatti internazionali, ha assicurato, la situazione dell'Italia «cerco di abbellirla e di addolcire la pillola perchè amo troppo il mio Paese e nei contesti internazionali lo difendo sempre. Ma trovo grande scetticismo per la politica del governo. E io dico che l'Italia ha assoluto bisogno dell'aiuto dell'Europa ma anche l'Europa ha bisogno dell'Italia: salvare l'Italia significa salvare l'Europa».