4 luglio 2020
Aggiornato 01:00
Centrodestra

Silvio Berlusconi e il Governo: «Con maggioranza e programma diversi ci starei»

Il leader di Forza Italia: «A condizione di non spaccare il centrodestra. Bonomi ha ragione, per far ripartire il paese occorre uno sforzo che coinvolga tutti». Carfagna: «No a centrodestra stile Le Pen»

Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi
Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi ANSA

«Se ci fossero le condizioni per trovare in Parlamento una maggioranza diversa con un programma diverso varrebbe la pena di provarci, a una condizione: che non sia un tentativo di spaccare il centrodestra che deve rimanere unito». Lo ha detto Silvio Berlusconi a Stasera Italia. Adesso però, puntualizza il leader di Forza Italia «non vedo le condizioni per un governo liberale e garantista, se ci saranno le condizioni ne discuteremo con gli alleati».

«Bene Colle e Bankitalia, sforzo di tutti per ripartire»

«Bonomi ha ragione, per far ripartire il paese occorre uno sforzo che coinvolga tutti dalla politica, maggioranza e opposizione, all'impresa, dalla cultura alle banche, dall'università alla scienza. Il Capo dello Stato e il governatore della Banca D'Italia hanno fatto appelli molto importanti in questa direzione che condivido totalmente e pubblicamente».

«Di leader carismatici se ne vedono pochi»

Bonomi sostiene che è finita l'epoca dell'uomo solo al comando? «Forse non è più tempo perchè di leader carismatici se ne vedono ben pochi. L'ultimo che ho conosciuto ha costruito città giardino d'avanguardia, ha creato la tv commerciale in Italia, che ha costruito un partito in poche settimane e ha vinto le elezioni, che da 26 anni resiste agli attacchi della magistratura».

«Serve una riforma fiscale» perchè «solo un sistema fiscale liberale mette in condizione le imprese di ripartire, di ricominciare subito a fare utili e occupazione, per questo chiediamo la flat tax».

Carfagna: «No a centrodestra stile Le Pen»

«Finalmente grazie all'intervento e alla lucidità di Silvio Berlusconi, Forza Italia comincia a capire che la sudditanza psicologica agli alleati, di cui qualcuno ha ancora nostalgia, non paga e non fa il bene degli italiani». Lo scrive Mara Carfagna, vicepresidente della Camera e deputata di Forza Italia, in una lettera pubblicata oggi su «Libero».

«La possibile saldatura strategica tra Pd e M5S - prosegue Carfagna - rischia di produrre due conseguenze, entrambe catastrofiche. La prima è la dissipazione delle enormi risorse che l'Europa sta per consegnarci, ultima occasione nazionale per costruire sviluppo, benessere, equità sociale. Il secondo e gravissimo rischio è che l'opposizione di centrodestra sia sospinta verso il 'modello Le Pen': un'opposizione radicale, numericamente molto forte ma politicamente irrilevante, esclusa in modo programmatico da ogni schema di alleanza nazionale. Questa prospettiva non può andare bene ai moderati né tantomeno a Forza Italia».

Conclude quindi la presidente di 'Voce libera': «Evitare che le attenzioni dei moderati si spostino altrove o si rifugino nell'astensionismo è la missione del momento e credo che anche Matteo Salvini e Giorgia Meloni ne siano consapevoli. Questo deve essere il nostro obiettivo e personalmente continuerò a lavorare in questa direzione».

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