16 luglio 2020
Aggiornato 14:30
Decreto Cura Italia

Stefano Fassina: «Siamo in uno scenario di guerra, con gli strumenti di prima non andiamo da nessuna parte»

L'ex sottosegretario all'economia: «La cosa che più mi preoccupa è la presa di posizione italiana e di tanti paesi dell'Unione Europea, che non vogliono riconoscere la vera gravità della situazione»

Stefano Fassina, economista e politico italiano, Deputato della Repubblica Italiana
Stefano Fassina, economista e politico italiano, Deputato della Repubblica Italiana ANSA

ROMA - «Cura Italia è un primo passo importante che interviene su tante emergenze, ma è necessario ampliare le risorse da spendere per intervenire su tutti quelli che sono stati poco curati, come i detentori di partita IVA, i precari, perché qui stiamo parlando della sopravvivenza di persone e famiglie». Lo ha detto Stefano Fassina a Radio CRC. «Si porterà in Parlamento un altro spostamento del deficit per fare in modo che, attraverso il lavoro parlamentare, si possano compensare quelle fasce sociali che oggi non hanno nessun tipo di aiuto - spiega -. Una possibile ipotesi sarebbe quella dell'immissione della liquidità, meccanismo, questo, che dovrebbe essere automatico, perché molti cittadini non hanno la possibilità nemmeno di poter fare la spesa».

«Siamo in un uno scenario di guerra»

«Il dopo? Dobbiamo prepararci in modo strutturalmente differente, non ci sarà un graduale ritorno al mondo di prima, né una disinvoltura nei confronti della globalizzazione, e per quanto mi riguarda è un bene. Gli effetti, sotto il punto di vista di sofferenza economica e sociale, dipendono da come reagiamo; la cosa che più mi preoccupa è la presa di posizione italiana e di tanti paesi dell'Unione Europea, che non vogliono riconoscere la vera gravità della situazione. Siamo in uno scenario di guerra, ci saranno problemi enormi, se pensiamo di risolverli tutti con gli strumenti di prima non andiamo da nessuna parte».

Conte (LeU): JUso più ampio e flessibile reddito cittadinanza»

«Si pone, in questa drammatica emergenza, il problema della sopravvivenza dei 'non tutelati', di coloro che non lavorano o lavoravano senza coperture (in nero), e altri esclusi, che non ce la fanno e rischiano in questa fase di venire travolti dall'indigenza. Per questi va messo a punto un programma di assistenza immediato». Lo dichiara Federico Conte, deputato di Liberi e Uguali.

«Lo strumento c'è già - continua il parlamentare -, è il Reddito di cittadinanza, che va modificato in modo da consentire un utilizzo più rapido (autocertificazione), più ampio (valutare solo il reddito e non anche le proprietà essenziali) e senza le condizionalità lavoristiche, prima solo teoriche oggi surreali. Senza una misura di welfare universale, ogni altra misura economica porterà a una guerra sociale tra poveri, vecchi e nuovi. Il blocco totale dell'economia, per quanto necessario, determinerà conseguenze drammatiche per la popolazione meridionale, la parte più debole della nostra 'involontaria comunità di rischio', per la quale la quarantena economica e sociale potrebbe rivelarsi grave quanto e più di quella sanitaria. È su questo che il premier deve assumere impegni operativi, con una informativa urgente al Parlamento», conclude Conte.

Fratoianni: «Coinvolgere subito i sindacati»

«Dopo l'annuncio è uscito il Dpcm che dispone una stretta ulteriore per contenere il contagio. Avevamo chiesto che si fermassero tutte le attività non essenziali. Per difendere la salute dei lavoratori e, con loro, quella di tutta la popolazione del nostro Paese. Il Decreto va in quella direzione ma le maglie sembrano ancora troppo larghe.» Lo ha dichiarato via Facebook il parlamentare LeU Nicola Fratoianni, leader di Sinistra Italiana. «Non è possibile fare scelte di questo tipo senza il consenso dei lavoratori e dei sindacati. Si può rimediare - ha detto ancora Fratoianni - Lo si faccia subito».