22 ottobre 2020
Aggiornato 22:30
L'intervista

Emma Bonino: «Il coronavirus passerà, l'emergenza immigrazione no»

Lo dice Emma Bonino, ex ministro degli Esteri italiano, in un'intervista a La Repubblica dopo l'annuncio di Recep Tayyip Erdogan che non tratterrà più i profughi in Turchia, che ha creato un'emergenza migranti

Emma Bonino, leader di +Europa
Emma Bonino, leader di +Europa ANSA

ROMA - «Il coronavirus passerà, l'immigrazione no». Lo dice Emma Bonino, ex ministro degli Esteri italiano, in un'intervista a La Repubblica dopo l'annuncio di Recep Tayyip Erdogan che non tratterrà più i profughi in Turchia, che ha creato un'emergenza migranti. «È un'emergenza politica in cui i migranti non sono il problema, ma la manifestazione del problema, che è l'assenza di qualunque progetto e responsabilità di governo su un tema che impegnerà tutti gli stati europei per i prossimi decenni», sottolinea Bonino, «Il coronavirus passerà, l'immigrazione no. È cambiata la demografia del mondo, sta cambiando la demografia europea. Le aree del Nord Africa e del Medio Oriente che fino ad alcuni anni fa erano congelate da regimi autoritari risalenti alla stagione di Yalta sono esplose. Il problema è che si mette la testa sotto la sabbia per non vedere questa realtà mutata».

Tre milioni e mezzo di profughi

«Non ho idea delle cifre reali», prosegue l'ex titolare della Farnesina, «Idlib è una città popolosa, oltre che strategica. E a pesare non sono solo i numeri di Idlib. La Turchia oggi gestisce, anche per conto dell'Ue, tre milioni e mezzo di profughi che può 'inviare' da un momento all'altro sui confini europei. Abbiamo appaltato la gestione e il governo di un problema alla Turchia. Incapaci di governarlo da europei. Abbiamo dato a Erdogan il coltello per il manico».

Non si deroga all'umanità

I bambini, nell'isola greca di Lesbo, sono in preda alla disperazione e stanno praticando atti di autolesionismo. «Le catastrofi umanitarie non sono solo tragedie morali, sono fallimenti politici», prosegue Bonino, «I diritti dei profughi non sono affidati al buon cuore e alla generosità umana, ma a un insieme di regole e di garanzie che ormai consideriamo derogabili per esigenze di 'sicurezza'. Non soccorrere profughi che rischiano la vita e soffrono la fame non è solo disumano, è contrario alle regole di diritto a cui siamo vincolati. Non si deroga all'umanità né alle regole di diritto».

Sono gli Stati «sovrani» a portare la UE alla paralisi

«Il conflitto siriano è un conflitto ampiamente internazionalizzato. Dovremmo 'europeizzare' almeno la gestione delle conseguenze che riguardano più direttamente l'Ue e non solo gli stati europei prossimi alle aree di crisi», osserva, «L'Italia per la Libia, la Grecia per la Siria. Ma l'Italia rimane prigioniera, anche con questo esecutivo, della trappola sovranista, che è un'ideologia che esibiamo, ma è innanzitutto un costo che subiamo, visto che l'assenza di integrazione e coordinamento europeo su questi temi oggi danneggia soprattutto l'Italia. Sono gli stati 'sovrani' a portare la Ue alla paralisi».

Della Vedova: «Più deficit? Maneggiare con cura»

«Come da manuale, anche nella crisi Coronavirus la politica italiana ritrova l'unità nazionale sulle proposte di aumentare il deficit. Oggi è probabilmente inevitabile, ma non sarà gratis in un'Italia piegata dal massimo di debito e il minimo di crescita, mali che Conte ha acuito anziché combattere. Da maneggiare con cura». Lo afferma il segretario di Più Europa, Benedetto Della Vedova.

«Senza misure di prospettiva (che mancano) e di equità tra le generazioni, a partire ad esempio dalla fine dei prepensionamenti di quota cento che garantirebbe risorse importanti per l'emergenza almeno nel prossimo anno, la medicina di oggi lascerà un paese debilitato e ancora più indebitato, al limite delle forze,» conclude Della Vedova.