29 settembre 2020
Aggiornato 16:30
Emergenza coronavirus

Salvini: «Merkel e Macron non avrebbero agito come Conte»

Lo ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, nel corso di una conferenza stampa: «E non avrebbero mai additato medici ospedali. Di questa emergenza se ne occupi chi di dovere, Governo incapace»

Video Agenzia Vista

ROMA - «Qualcuno è in grado di difendere la salute dei cittadini meglio di altri. Noi abbiamo un premier che va sempre in tv a dire che non c'è emergenza. Non credo che Macron e Merkel si siamo comportati alla stessa maniera». Lo ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, nel corso di una conferenza stampa. «E se ci fosse stato un problema in ospedali francesi e tedeschi - ha aggiunto - non credo che Merkel e Macron avrebbero additato i medici come responsabili».

Salvini: «Servono esoneri e rateizzazioni tasse imprese»

Il leader della Lega, Matteo Salvini, critica il decreto del Ministero dell'Economia che ha disposto per le zone colpite dal coronavirus soltanto la sospensione fino al 31 marzo degli adempimenti e dei versamenti fiscali, che «dai mesi successivi devono essere eseguiti integralmente. Tutte le associazioni produttive chiedono che sia modificato. Mi rifiuto di pensare che lo Stato torni a battere cassa. Le imprese - ha aggiunto Salvini - hanno bisogno di esoneri e rateizzazioni». Il leader della Lega, in una conferenza stampa al Senato, ha poi detto di ritenere necessario che la scadenza della rottamazione ter «sia sospesa per tutti e in tutta Italia».

L'Italia deve subito affrontare «l'emergenza economica» causata dal Coronavirus. «Sono convinto che l'emergenza sanitaria verrà ricondotta a numeri normali, ma l'emergenza economica deve essere presa per mano subito. Stiamo valutando anche l'ipotesi di chiedere contatti ai massimi vertici del Paese. Non si può perdere tempo».

«No inciuci, Lega disponibile se voto certo»

Le Lega è disponibile a partecipare ad un nuovo governo se c'e' la certezza di portare il Paese al voto. «Noi non siamo disponibili a inciuci o accordi strani. Se c'è da prendere per mano il Paese - ha detto - prima che affondi, per riportarlo a livello di galleggiamento, con la garanzia di una data certa per le elezioni, noi siamo a disposizione».

«Questo governo litiga su tutto. Non è in grado di affrontare l'emergenza che stiamo vivendo. Contiamo che chi di dovere se ne stia occupando e preoccupando - ha aggiunto - noi possiamo solo presentare proposte. Il silenzio di Bruxelles poi è assordante. Da giorni i nostri 29 eurodeputati stanno sollecitando....Non è con un ipotetico stanziamento di 220 milioni che ne possiamo uscire. Le associazioni dei produttori con cui parliamo ci riferiscono di un danno immediato di 20 miliardi».