12 dicembre 2019
Aggiornato 15:30

Matteo Renzi resuscita lo «Sblocca Italia»: Per far ripartire l'Italia serve modello Expo di Milano

Il leader di Italia Viva a Torino: «120 miliardi per l'economica. Dicono che vogliamo dare problemi al governo, non è vero, noi vogliamo dare idee»

Il Segretario di Italia Viva, Matteo Renzi
Il Segretario di Italia Viva, Matteo Renzi ANSA

TORINO - «Ci sono oltre 120 miliardi fermi pronti a essere spesi e in questo momento l'Italia è in una curva discendente drammatica. O interveniamo subito o non andremo da nessuna arte». Parola di Matteo Renzi, fondatore di Italia Viva, che a Torino ha presentato le proposte «shock» per dare una scossa all'economia e all'Italia. «Un progetto che verrà studiato, approfondito, condiviso in 2 mesi e che diverrà un testo di legge, che chiederemo al premier di trasformare in decreto legge», ha annunciato Renzi.

«Vogliamo dare idee al Governo»

Per sbloccare le risorse che servono a far ripartire infrastrutture, e a puntare su scuola e cultura il modello a cui si ispira Renzi è quello dell'Expo di Milano. «L'Expo era fermo, stava per essere chiuso. Cosa abbiamo scelto di fare? Abbiamo messo l'ambulanza sulla corsia di emergenza e cioè fatto un grandissimo investimento su un commissariamento con Beppe Sala e un controllo fortissimo affidato all'anticorruzione di Raffaele Cantone. Con questo meccanismo abbiamo sbloccato le opere. La stessa cosa abbiamo fatto a Pompei, affidandola a Nistri», ha spiegato Renzi. «Dicono che vogliamo dare problemi al governo, non è vero, noi vogliamo dare idee. Questo è il nostro contributo per permettere all'Italia di rimettersi in moto», ha concluso.

«Senza iniziative su crescita Paese è finito»

«Senza iniziative sulla crescita siamo finiti come Paese. Noi abbiamo fatto scendere il debito in tre anni», ha rivendicato Renzi e ora «vogliamo vincere l'atteggiamento del reddito di cittadinanza, perché siamo per il lavoro». La ricetta di Renzi punta a «sbloccare i soldi che già ci sono su autostrade, porti e ferrovie, ma anche sulle nostre periferie. Ci sono 74 miliardi per strade e autostrade fermi e lo sono per motivi vari», ha detto Renzi, prendendo ad esempio la statale 106 in Calabria «bloccata da ricorsi da anni».

Proposte per scuole, ospedali e dissesto idrogeologico

La ricetta «shock» di Renzi pensa anche a scuole e ospedali e a «proposte concrete» per il dissesto idrogeologico e la cultura. «La nostra proposta è di investire 3 miliardi in 3 anni nelle scuole e 2 miliardi in tre anni negli ospedali. Sono proposte concrete», ha spiegato il fondatore di Italia Viva a Torino. «Ci sono 25,9 miliardi già disponibili che non sono stati spesi», ha spiegato Renzi, a proposito del dissesto idrogeologico. Quanto alla cultura, «oggi solo con i denari del governo dei millegiorni ci sono 2 miliardi fermi nei cassetti di Franceschini, ma conoscendolo saprà come spenderli, perché da questo punto di vista è efficiente. Diamo una mano a Dario a spendere i soldi per la cultura, che sarebbero un toccasana per tutto il settore», ha concluso ricordando il recente crollo a Villa Favorita a Ercolano.

«Nessuna polemica col Pd»

«Nessuna polemica col Pd. Continuo a dire che sono come Jessica Rabbit: non sono cattivo ma mi dipingono così». Interpellato sulla sua dichiarazione nell'intervista a «La stampa», in cui diceva: «Faremo al Pd, quello che Macron ha fatto ai socialisti», Renzi ha replicato: «Non voglio che ci siano polemiche sul niente. Avevo detto che il nostro modello è Macron, che ha preso voti sia da chi non voleva più votare a sinistra, sia da chi non voleva più votare a destra. Dopodiché prima di discutere sulle prossime elezioni che saranno sul 2023, occorre discutere ad esempio di dissesto idrogeologico».