14 novembre 2019
Aggiornato 16:30

Matteo Renzi fissa la data del voto: «Si voterà nel 2023 che piaccia o no»

Il leader di Italia Viva dalla Leopolda: «In nuove consultazioni non staremo in un'alleanza con il M5S. Manovra? Alcune nostre proposte passeranno»

Matteo Renzi, leader di Italia Viva, durante la Leopolda 10
Matteo Renzi, leader di Italia Viva, durante la Leopolda 10 ANSA

FIRENZE - «Suggerirei a tutti di occuparsi di governare questo paese invece giocare al risiko della fantapolitica. Quando arriverà il momento delle elezioni nel 2023 ciascuno deciderà da che parte stare». Lo ha detto Matteo Renzi dalla Leopolda rispondendo alle ipotesi di voto anticipato. «Io credo - ha quindi aggiunto - che in quella data noi non staremo in una alleanza strutturale e strategiche con il M5S. Ma da qui al 2023 vedremo. Si vota nel 2023 che piaccia o no», ha concluso.

Renzi: «Manovra? Alcune nostre proposte passeranno»

«Alcune nostre proposte sulla legge di bilancio passeranno, altre forse non ce la faremo a farle passare. I balzelli come la sugar tax o come gli adempimenti sulla casa, o per le partite Iva mi sembrano folli. Io sono quello che ha fatto il regime forfettario per le partire Iva. Tornare al regime analitico è allucinante, assurdo. Noi combatteremo perchè questo non accada. Questi emendamenti spero che riusciranno a farli passare», ha detto il leader di Italia Viva. «Un po più complicato - ha però subito aggiunto - è l'emendamento su quota 100. E' giusto evitare che la gente vada in pensione troppo tardi ma non puoi mettere 20 miliardi di euro per 100 mila persone per farle andare in pensione prima. Con 10 miliardi di euro abbiamo dato 80 euro al mese a 10 milioni di italiani. Quota cento - ha concluso - è una follia che soltanto Salvini poteva pensare di imporre, uno spot elettorale ai danni delle nuove generazioni».

Leopolda «Cantera» della politica italiana

«La Leopolda non è fatta di 'yes man' ma è un grandissimo vivaio, per gli amanti del calcio è una 'cantera'. Penso che le persone che desiderano essere convinte abbiano ragione perchè si sta dentro Italia Viva non sulla base di una relazione personale ma su una base di un progetto. Ecco perchè - Ha poi aggiunto - Italia Viva nei prossimi mesi crescerà molto a partire dalla prossima settimana nei gruppi dei consigli comunali e regionali».

«La stampa non si sostituisca agli avversari politici»

«Noi difendiamo i giornalisti, stare dalla parte dei giornalisti è un valore» «ma ci sono giornalisti così convinti delle loro idee che fanno gli avversari politici di coloro che intervistano.... Il giornalismo è una componente essenziale della democrazia» ha aggiunto Renzi sottolineando che «è un paese civile quello in cui Salvini e Renzi, Berlusconi e Zingaretti si confrontano. In questi confronti, il giornalista fa l'arbitro. Da ora in poi noi il confronto lo faremo con gli avversari politici, non con i giornalisti».

«Salvini? Noi non siamo odiatori, nessun insulto»

«Dire che è colpa dei nostri insulti il fatto che si è sentito male significa dare un messaggio di odio verso l'avversario. Noi non siamo nè saremo mai quelli che odiano». Lo ha detto Matteo Renzi parlando alla Leopolda 10 del tweet di Matteo Salvini sul malore avuto dopo «gli insulti» ricevuti durante il confronto televisivo con l'ex premier. «Salvini l'ultima volta che ha risposto a una domanda in Tv era 'Il pranzo è servito...'» ha aggiunto Renzi.

«Idee non ultimatum o è resa politica a populismo»

«Abbiamo fatto nascere il governo un mese fa se dopo un mese uno lo fa cadere lo ricoverano per schizofrenia... Se abbiamo idee non sono ultimatum, non capire la differenza è la resa della politica al populismo... Lo stava per capire perfino Matteo Salvini martedì sera».