14 novembre 2019
Aggiornato 07:00

Matteo Salvini fa le carte al Governo: «Durerà poco. Renzi? Fa promesse da marinaio»

Il leader della Lega: «Serve uno shock fiscale positivo. Se saremo chiamati a governare l'Italia domani mattina, tra sei mesi o tra un anno, noi siamo pronti»

Matteo Salvini, leader della Lega
Matteo Salvini, leader della Lega ANSA

ROMA - Il governo avrà vita «spero la più breve possibile». Lo afferma il leader della Lega Matteo Salvini, in una lunga intervista al magazine francese «Le Point». «Loro - aggiunge - sono al governo da un mese ed è già nato un nuovo partito. Discutono quotidianamente su quasi ogni argomento, il che mi fa pensare che non saranno in grado di continuare a governare per molto tempo. Come Lega stiamo lavorando alla costruzione del prossimo governo. Se saremo chiamati a governare l'Italia domani mattina, tra sei mesi o tra un anno, noi siamo pronti».

Renzi? Fa promesse da marinaio

Salvini dice di non temere Matteo Renzi «perché gli italiani hanno già avuto modo di sperimentare le sue promesse da marinaio, oltre che la sua disastrosa gestione del Paese. È abile a muoversi nei corridoi del Potere, ma la riscossa per l'Italia non verrà certo da lui, casomai saranno le centinaia di migliaia di uomini e donne libere in piazza con noi a Roma il 19 ottobre a segnare la rinascita del nostro orgoglio nazionale, per riprenderci le redini di un futuro che nessuna congiura di palazzo può sequestrare a lungo».

Serve uno shock fiscale positivo

Sul governo di cui ha fatto parte, Salvini dice che «non abbiamo mai preteso di cambiare il mondo, ma siamo orgogliosi di alcuni risultati come la riforma delle pensioni che restituisce diritti a milioni di italiani, la legge sulla legittima difesa e il crollo dell'immigrazione clandestina. Non è un caso se, dopo circa un anno, la Lega ha raddoppiato i consensi ed è stata il primo partito italiano alle elezioni europee. Uno dei motivi che ci ha portato a porre fine all'alleanza con il Movimento 5 Stelle e abbattere il governo, è il disaccordo sulla flat tax. Siamo convinti che in cinque anni l'economia italiana avrebbe potuto avere un'evoluzione positiva grazie a questa misura fiscale. Abbiamo interrotto l'alleanza di governo, tra le altre cose, perché le politiche fiscali che volevamo applicare sono state ostacolate. Ma oggi, nel contesto di una crisi europea diffusa, che colpisce Francia, Germania, Spagna e Europa settentrionale, purtroppo l'Italia è in linea con questi paesi. Se avessimo potuto applicare la flat tax al 15 %, probabilmente avremmo assistito a uno shock fiscale positivo».

Pressione fiscale insopportabile

Invece, conclude, «il nuovo governo italiano, che l'Europa dice di amare, ha creato un deficit più elevato di quello che abbiamo fissato l'anno scorso nella legge di bilancio. Noi siamo rimasti al 2,04%, mentre la nuova squadra è passata a un deficit del 2,2%. Il rapporto deficit/Pil è superiore a quello che abbiamo stabilito noi. Ma come ci ha insegnato la Francia, il 3% non è una regola incisa nel marmo... Noi che abbiamo rispettato la regola del 3%, siamo stati in grado di introdurre nel bilancio dello scorso anno una riduzione di imposte di 13 miliardi. Questo è ciò che le aziende chiedono! L'unico modo per ridurre il debito italiano è ridurre le tasse. Non so quale sia la pressione fiscale in Francia, ma in Italia è del 60%. E questo è insopportabile».

Salvini-Renzi, record di ascolti Porta a Porta

Record di ascolti ieri, in seconda serata su Rai1, per «Porta a Porta» di Bruno Vespa con il confronto tra Matteo Renzi e Matteo Salvini. L'atteso «faccia a faccia» è stato seguito da 3 milioni 808 mila spettatori pari a uno share del 25,4, con un picco di ascolti di 4 milioni 589 mila alle 23.41, durante il dibattito su «Quota 100», e con un picco di share, raggiunto alle 23.56, del 34. Altissimo il numero di contatti, pari a 8 milioni 775 mila, con una permanenza media sul programma pari al 43% del totale. Per quanto riguarda i social, con oltre 262 mila interazioni totali, «Porta a porta» è stata la trasmissione più commentata dell'intera giornata, al netto degli eventi sportivi.