7 dicembre 2019
Aggiornato 09:30

Matteo Salvini: «Di Maio e Conte saranno giudicati dagli italiani»

Il leader della Lega: «Matteo Renzi esce dal Pd, oggi ho letto che Laura Boldrini entra nel Pd: sembra un autobus, uno scende e uno sale»

Il leader della Lega, Matteo Salvini
Il leader della Lega, Matteo Salvini ANSA

ROMA - «Di Maio e Conte, hanno perso dal lato umano molto per me, non dal punto di vista politico, quello lo giudicheranno gli italiani, ma se io lavoro con qualcuno non riesco a dire quello è un cretino, mi hanno deluso dal punto di vista umano». Così Matteo Salvini a Skytg24 ha risposto a chi gli chiedeva un giudizio sul premier e il leader M5s.

Conte chiarisca suoi «problemini» di conflitti interessi

«Il presidente del Consiglio non ha mai risposto ad alcune interrogazioni parlamentari sollevate dai suoi attuali alleati di governo che ipotizzano alcuni problemi, noi le ripresenteremo uguali, venga in Parlamento a spiegare se i suoi alleati hanno scritto fesserie o se c'è qualche problemino. Il presidente del Consiglio ha ricevuto alcune interrogazioni da parte del Pd, che lo riguardano, a cui non ha mai risposto, sulla sua professione e su eventuali conflitti di interessi», ha ricordato Salvini.

Aumento tasse mette a rischio posti di lavoro

Se aumenti le tasse «metti a rischio decine di migliaia di posti di lavoro, sei il presidente del Consiglio e devi stare attento a quello che dici. Non so se è più ridicolo che il premier pensi a una tassa sulla merendina, o sull'agricoltura, la pesca e gli aerei. Io partirei dal fronte opposto, cioè dove tagliare non dove aumentare, l'Italia ha bisogno di meno tasse. In vista della manovra Lega sta preparando una nostra proposta che vede l'aumento della pace fiscale io credo che questi la toglieranno», dice a proposito degli obiettivi del governo Pd-M5s.

Pd sembra un autobus, uno scende e uno sale

«Matteo Renzi esce dal Pd, oggi ho letto che Laura Boldrini entra nel Pd: sembra un autobus, uno scende e uno sale. Mi ritengo una persona che fa un lavoro stupendo, fortunata e privilegiata, non sono più ministro ma ci torneremo se gli italiani voteranno e vorranno. Sono consapevole di avere una grande responsabilità come primo partito, sono un uomo che si impegna ma non riesce a fare quello che hanno fatto Renzi e Conte: cambiare faccia per salvare la poltrona non riesco a farlo».