12 dicembre 2019
Aggiornato 00:00

Ultimatum di Di Maio al Governo: «Nostro obiettivo è quello di abbassare le tasse, non di aumentarle»

«Zero scuse, mercoledì calendarizzare il taglio dei parlamentari e giù le tasse». Il leader M5S su Facebook sferza l'esecutivo: «Vivo grazie a noi»

Il Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio
Il Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio ANSA

ROMA - «Abbiamo come obiettivo quello di abbassare le tasse, non di aumentarle. E secondo me è totalmente sbagliato scatenare un dibattito ogni giorno per parlare di nuovi balzelli»: lo scrive il ministro degli Esteri e leader politico dei 5S, Luigi di Maio, sul suo profilo di Facebook. «Un governo che pensa ai cittadini lavora per bloccare l'aumento dell'IVA, che avrebbe comportato una spesa di più di 500 euro a famiglia, l'anno prossimo. Ed è questo Governo che noi sosteniamo», continua Di Maio.

«Mercoledì calendarizzare il taglio dei Parlamentari»

«Un Governo che vuole fare il bene delle persone toglie tasse sul lavoro per permettere alle imprese di assumere nuova gente. Ed è così che avrà i nostri voti in parlamento. Qualcuno dirà che stiamo dando un ultimatum al Governo. Ma io non sono stato eletto per passare le mie giornate a dire che non è così. A noi interessa parlare chiaro e portare a casa i risultati. E sempre per parlare chiaro, mercoledì alla Camera si decide quando calendarizzare l'ultimo voto sul taglio dei parlamentari. Ci aspettiamo tempi rapidi e zero scuse», conclude Di Maio.

«Governo deve premiare chi non inquina»

«Sull'ambiente, un Governo degno di questo nome premia chi non inquina e disincentiva chi se ne frega. Ma tutto deve prevedere una transizione su un arco temporale di anni e permettere di convertire i propri stili di vita e le produzioni industriali e aziendali».

«Avanti con salario minimo per fine stipendi da fame»

«Dobbiamo andare avanti anche con il salario minimo per mettere la parola fine agli stipendi da fame che percepiscono alcuni lavoratori. È inaccettabile guadagnare 2-3 euro l'ora. Per questo vogliamo parlare del salario minimo da subito nel Def. È doveroso tutelare chi fatica dalla mattina alla sera. Se questo governo esiste, è perché lo sostiene il MoVimento 5 Stelle. Lavoreremo al documento di economia e finanze per permettere agli italiani di vivere un 2020 migliore. Questo è il nostro obiettivo ed è così che vogliamo andare avanti», conclude Di Maio.

«Clima è emergenza italiana e mondiale»

«Sono in partenza per New York, dove parteciperò alla 74esima Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Saranno giorni pieni di impegni e questi appuntamenti mi stanno particolarmente a cuore perché avranno al centro un tema che è una vera e propria emergenza, italiana e mondiale: il cambiamento del clima e lo sviluppo sostenibile. L'espressione 'cambiamento del clima' in realtà ci deve ricordare che la responsabilità è nostra. Non è il clima ad essere 'impazzito', ma siamo noi che abbiamo costruito un modello di sviluppo economico che è diventato il carnefice del nostro pianeta, della terra che ci ospita. Dobbiamo cambiare e dobbiamo farlo in fretta» continua Di Maio.

«Lo sviluppo deve essere ripensato»

«Lo sviluppo economico non può più mietere vittime, ma deve essere ripensato. Ci conviene non solo dal punto di vista ambientale, ma anche economico. Ormai infatti sappiamo che l'economia sostenibile, l'economia circolare - dove non si producono più rifiuti, che, evidentemente, sono 'errori di progettazione', come sosteniamo da sempre - genera molti più posti di lavoro rispetto al modello attuale. Questo è un concetto che, insieme con il Presidente Conte e il Ministro dell'ambiente Sergio Costa, ribadiremo con forza lunedì al «Climate Action Summit». Nei prossimi giorni incontrerò anche i Ministri degli Esteri di vari Paesi e parteciperò a diversi incontri dedicati a tematiche fondamentali: dalla Libia alla Siria, dal Corno d'Africa al Sahel; ma anche la riforma dell'Onu e il processo di integrazione dell'Unione Europea verso i Balcani», ha concluso il Ministro.

«Italia deve impegnarsi per far cessare guerra in Libia»

«L'Italia deve impegnarsi al massimo per fare cessare la guerra in Libia: una guerra in cui siamo stati trascinati nel 2011 da governanti che non immaginavano altre risposte oltre a conflitto, repressione e violenza. E qual è stato il risultato? Un Paese distrutto, martoriato, teatro di torture e violenze, e punto di partenza in una tratta di disperati che dobbiamo fermare al più presto. Per il bene della Libia e dell'Italia che non può più farsi carico, da sola, di gestire flussi migratori. Il dialogo, e non la guerra, è la strada verso la pace per la Libia. E la redistribuzione dei migranti in tutta Europa è la risposta che come governo chiediamo e che da un anno e mezzo stiamo ottenendo. Questa redistribuzione dovrà diventare automatica, e a questo stiamo lavorando», ha concluso Di Maio.