15 ottobre 2019
Aggiornato 13:00

Meloni: «Perchè Renzi farà i gruppi? Per interesse ma non può dirlo»

Il Presidente di FdI: «Questo è il pentapartito, non è molto diverso da quello che accadeva nella Prima Repubblica». Mulè: «Conte chiarisca in Parlamento»

Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia
Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia ANSA

ROMA - «Questo ormai è il pentapartito, non è molto diverso da quello che accadeva nella Prima Repubblica... Ho trovato penosa l'intervista di Matteo Renzi perchè non è riuscito a rispondere alla domanda del perchè farà i gruppi. La risposta è per interesse e non si può dire in un'intervista». Lo ha detto la presidente di Fdi Giorgia Meloni rispondendo, a margine di una conferenza stampa alla Camera, a una domanda su quanto sta avvenendo nella maggioranza che sostiene il governo con l'uscita di Matteo Renzi dal Pd. «Guardo a loro con distrazione - ha aggiunto riferendosi al governo - e mi occupo di costruire un'alternativa perchè la politica deve occuparsi dei problemi degli italiani e non di quelli dei partiti».

Mulè: «Conte chiarisca in Parlamento»

«Quella di Renzi è pur sempre una nuova creatura che si aggiunge alla maggioranza, ne determina un cambiamento e dunque sarebbe il caso che il novello Priamo che siede a palazzo Chigi, alias Giuseppe Conte, si scomodi e venga a spiegare se e che cosa cambia per l'allegra combriccola dopo l'arrivo del 'fiocco cosa' di Renzi. Perché la realtà è che Renzi con il suo «fiocco cosa» d'ora in poi ha la golden share dell'esecutivo: può decidere quando e come far cadere il governo. L'ineffabile Conte deve dunque chiarire se e come controlla un'ennesima maggioranza contro natura». Lo scrive in una nota Giorgio Mulè, deputato di Forza Italia e portavoce dei gruppi azzurri di Camera e Senato.

Arriva il fiocco «cosa» di Renzi

«Nella 'culla' della stagione della caccia al potere e dell'umiliazione del voto degli italiani - osserva - arriva il fiocco 'cosa' di Renzi: è un neonato gruppo in Parlamento scissionista rispetto al Pd del quale però fanno parte ministri e sottosegretari che appoggiano senza se e senza ma il governo. Una creatura politicamente mostruosa. Ma tant'è, dopo il matrimonio giallorosso ci siamo abituati».