17 ottobre 2019
Aggiornato 12:31

Mattarella attende segnali chiari (assenti). Oggi la tempistica della crisi

L'attenzione è rivolta alla trattativa che Pd e M5s stanno conducendo o alle soluzioni politiche che i partiti potranno concretamente proporre al presidente

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ANSA

MASSA CARRARA (ASKANEWS) - Non una parola sulla crisi di governo che tra meno di quarantott'ore troverà necessariamente, per sua ferma volontà, uno sbocco - o esecutivo con un solido accordo politico o inizia il viaggio verso le elezioni, in autunno. Ma la giornata del presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Fivizzano, in Lunigiana, dove nell'agosto del 1944 i nazisti, con l'aiuto dei fascisti («erano nazisti che parlavano carrarino» ricorda un sopravvissuto), trucidarono in un pugno di paesini della Lunigiana oltre 400 persone, serve a difendere, ancora una volta, l'Europa come garante della democrazia e della libertà. Quell'Ue, insomma, che è «uno dei più grandi spazi di libertà che esista al mondo», da cui anche il prossimo governo - se si farà - non potrà, tra vantaggi e vincoli, prescindere.

Non a caso con Mattarella a Fivizzano c'è anche il presidente federale tedesco Frank-Walter Steinmeier che pronuncia parole nette ed emozionanti sulla «vergogna» per quello che «i tedeschi hanno fatto» durante la Seconda guerra mondiale e che ha prodotto «una responsabilità senza fine». Mattarella, da parte sua, insiste sul fatto che gli eccidi nazi-fascisti non possono essere dimenticati e archiviati perchè anche lì c'è la «radice della nostra democrazia». «Quel «mai più» non è solo eredità della nostra storia recente - spiega nel discorso che pronuncia nella piazza di Fivizzano davanti a tutti i sindaci e ai cittadini della Lunigiana -, ma è la consegna che deve accompagnare ogni giorno il nostro essere cittadini, il clima e i comportamenti della vita quotidiana». Parole che rappresentano un'idea di Europa ma anche di Italia. Con Steinmeier il dialogo è cordiale e centrato sui temi europei e sull'avvio della nuova legislatura europea. Un colloquio che prosegue a pranzo e che idealmente riprenderà a settembre in occasione della visita di Stato in Italia del presidente tedesco.

Oggi la tempistica della crisi

Per quanto riguarda la situazione politica dell'Italia, per il presidente sono ancora ore di attesa, ieri e oggi, fino a quando non uscirà il calendario delle nuove consultazioni. La folla lo incoraggia («in bocca al lupo, presidente», «resisti Sergio»), lui tace e saluta con un sorriso. L'attenzione è rivolta alla trattativa che Pd e M5s stanno conducendo (senza grandi esiti, per ora) o alle soluzioni politiche che le forze politiche potranno concretamente proporre al presidente. Ma, al Colle, a quanto si capisce, al momento non sono arrivati i segnali di chiarezza che il Capo dello Stato aveva esplicitamente chiesto.

I tempi delle consultazioni, che oggi pomeriggio il Quirinale dovrebbe rendere noti - rappresenteranno un po' la bussola di questa crisi. Se i colloqui con le forze politiche saranno più ampi significherà che Mattarella ha colto la volontà concreta e l'esistenza di passi avanti reali per costruire un governo alternativo a quello M5s-Lega, naufragato dopo la crisi aperta dal leader del Carroccio Matteo Salvini. Se, invece, saranno consultazioni lampo, con tempi più serrati, sarà il segnale che, tra tattiche e strategie, non c'è nessun accordo serio e con ogni probabilità il presidente deciderà di dare vita a un governo che traghetti il Paese verso il voto in autunno.