14 novembre 2019
Aggiornato 22:30

Il Pd al Quirinale, Zingaretti: «Governo di svolta alternativo alle Destre»

Il Segretario del Partito Democratico, Nicola Zingaretti: «Scelta non facile, pesano eredità e distanza col M5S. Su Conte bis nessun margine di trattativa»

Nicola Zingaretti al Colle per le consultazioni con Sergio Mattarella
Nicola Zingaretti al Colle per le consultazioni con Sergio Mattarella ANSA

ROMA - «Abbiamo rappresentato al presidente della Repubblica Mattarella la disponibilità a verificare la formazione di una diversa maggioranza e l'avvio di una fase politica nuova per dare vita ad un governo nel segno della discontinuità politica e programmatica». Il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, ha riassunto così la posizione espressa dalla delegazione del suo partito nelle consultazioni al Quirinale sulla crisi di governo.

«Pesano eredità di Conte e distanza col M5S»

«Per noi - ha spiegato - non si tratta di una scelta facile anche a causa dell'eredità pesante che ci ha lasciato il precedente governo e della distanza politica che ci segna con alcune forze, in particolare il M5S, protagonista dell'esperienza del governo Conte. Ma siamo preoccupati per le difficoltà enormi della nostra economia, per la crescita di molti indici di diseguaglianza sociale, di un tessuto imprenditoriale in gravi difficoltà, e un grave isolamento internazionale del nostro Paese. Per questi motivi riteniamo utile provare a dare vita a un governo di svolta e abbiamo indicato al presidente i primi, non negoziabili, principi cui un nuovo governo dovrebbe rifarsi. Tra cui la chiara e indiscussa scelta europeista e l'impegno a costruire un'Europa profondamente rinnovata all'insegna dello sviluppo, del lavoro e della solidarietà».

«Riconoscere la centralità del Parlamento»

«Il pieno riconoscimento e difesa della democrazia rappresentativa - ha proseguito Zingaretti - a partire dal valore della centralità del Parlamento, una svolta radicale delle scelte economiche e di sviluppo, puntando alla sostenibilità ambientale e ridando totale centralità a politiche redistributive, agli investimenti, ai temi del lavoro e attenzione all'equità sociale e per evitare ulteriori inasprimenti fiscali, infine, a cominciare da quello dell'Iva. Una svolta, infine, con l'Europa, nell'organizzazione e gestione dei flussi migratori rispetto ai decreti approvati in questa legislatura».

«Governo di svolta alternativo alle Destre»

Per il leader democratico non serve «un governo a qualsiasi costo: quello che serve è un governo di svolta, alternativo alle destre, con un programma nuovo, solido, un'ampia base parlamentare e che possa ridare una speranza agli italiani. Ovviamente se non dovessero esistere queste condizioni, e lo abbiamo ribadito al presidente Mattarella, queste condizioni tutte da verificare allo stato attuale, lo sbocco naturale della crisi sono nuove elezioni, anticipate, alle quali il Partito democratico è pronto».

«Su Conte bis nessun margine di trattativa»

Margini di trattativa «zero» per l'ipotesi di un governo Conte bis. Lo afferma in una intervista al Messaggero il segretario del Pd, Nicola Zingaretti «Conte non va bene - aggiunge -: non si può dire che gli altri, ovvero Salvini, che hanno sbagliato e riprendere a governare come se nulla fosse, cambiando solo alleato». La soluzione per il prossimo premier, secondo Zingaretti, potrebbe arrivare con un civil servant, «un uomo di Stato, un alto servitore delle istituzioni. Questa può essere una soluzione, una di quelle sul tavolo. Ma bisogna fare un passo per volta e ascoltare, soprattutto il capo dello Stato». Zingaretti esclude che possa fare il capo del governo, «faccio già il presidente della Regione Lazio e il segretario del Pd e intendo continuare a fare questo». Nell'eventualità di un governo M5s-Pd non servirebbe, secondo Zingaretti, un 'contratto' come è avvenuto con l'esecutivo gialloverde. «Il contratto di governo non funziona. Non si può pensare che ci siano due vice premier che curano i rispettivi orticelli». «Nessun veto» da parte del segretario dem su Luigi Di Maio nel governo «ma non si potrà far scendere in campo la spetta squadra che ha perso una partita».