23 agosto 2019
Aggiornato 07:30

Salvini contro Renzi: «Spera in un'ammucchiata per salvare la poltrona»

Il leader della Lega Matteo Salvini va all'attacco del Senatore del PD: «Confronto sarà tra l'Italia del no e l'Italia del sì»

Il leader della Lega, Matteo Salvini
Il leader della Lega, Matteo Salvini ANSA

ROMA - Matteo Renzi vuole una «ammucchiata» per «salvare la poltrona». Da Catania, dove ci sono stati momenti di tensione tra sostenitori e contestatori, Matteo Salvini va all'attacco del senatore del Pd e della sua proposta di governo istituzionale. «Non faccio il santo ma è di uno squallore imbarazzante l'appello di Renzi», accusa il ministro dell'Interno. Per lui «è fondato sulla paura, paura di perdere la poltrona, di ascoltare il popolo e di cambiare. Cosa c'è di più bello, chiaro e trasparente che far decidere i cittadini, sulla manovra, sulle grandi opere? Capisco il panico di Renzi ma appellarsi a Grillo, Di Maio, Di Battista e Fico fino a ieri sarebbe stato una barzelletta».

«Prima la poltrona»

«Mentre io sono qui in Comune a Catania - spiega - c'è gente che sta offrendo la qualunque: ministeri, sottosegretariati. Mi risulta che ci siano telefonate a 360 gradi per il 'prima la poltrona'. Stanno cercando la maggioranza della poltrona. C'era il patto della crostata, cercano di fare il patto della poltrona. Non penso che l'Italia si meriti il governo degli Scilipoti. Stanno lavorando a una ammucchiata. Se riescono a fare il governo chapeau ai trapezisti della politica. Ma facciano in fretta». «Renzi - è la conclusione - per salvare la poltrona porta al disastro il Paese, ci ha già provato anni fa, per fortuna non ci è riuscito ma vuole riprovare».

Bisogna fare in fretta

Salvini ribadisce che «la via maestra sono le elezioni» ma soprattutto che «si deve fare in fretta» perchè «non ci possiamo permettere di rimanere nel dubbio per settimane». Dunque «spero che entro mercoledì gli italiani sappiano se c'è un governo o se si vota». Comunque «la presenza e la garanzia di Mattarella sono di tutela e di valore per il popolo italiano».

Intanto la sua campagna elettorale è iniziata

Il leader leghista promette una manovra «ambiziosa, giudiziosa e coraggiosa» per avere «tasse ridotte al 15% per milioni di lavoratori italiani, pace fiscale con Equitalia per milioni di Italiani, nessun aumento dell'Iva ma riduzione delle tasse sulla casa». Nelle prossime settimane, afferma, «nel Paese e in Parlamento, si confronteranno due idee diverse di Italia: il popolo del sì e il popolo del no che mi sembra ben rappresentato dall'appello di Renzi. Io chiamo a raccolta l'Italia del sì» con un appello ampio, rivolto in primo luogo al centrodestra ma non solo. «Conto di vedere gli alleati a livello locale del centrodestra - assicura - perchè alcune elezioni regionali ci sono. Sicuramente su questo l'alleanza che ha vinto le elezioni degli ultimi mesi deve ritrovarsi e riproporre candidati comuni. Penso che già la settimana prossima ci troveremo. Ovviamente si parlerà anche di altro: quando parlo di Italia del sì, parlo di un cartello largo».

Locatelli: «Non si prendano in giro gli Italiani»

«La paura gioca brutti scherzi e quella del Pd e del M5S è di andare al voto e di perdere clamorosamente. Sanno benissimo di non avere più nemmeno l'ultima manciata di voti rimasti e si sottraggono al confronto democratico delle urne. Andiamo al voto subito, facciamolo per il bene del Paese e degli italiani che ci chiedono un governo in grado di gestire l'Italia almeno per 5 anni. Tutti hanno capito che Renzi e Grillo sono disposti a stare insieme pur di non doversi confrontare con la Lega e Matteo Salvini. Noi, invece, chiediamo al Presidente della Repubblica che venga rispettata la democrazia e che venga data voce agli italiani. A questi soggetti, evidentemente attaccati allo stipendio e alle loro poltrone romane, chiediamo onestà e coraggio: rispettate il Paese». Così il sindaco di Chiuduno (Bg) Stefano Locatelli, responsabile federale enti locali Lega.