19 luglio 2019
Aggiornato 09:30

Flat tax e autonomia, Luigi Di Maio pronto a sfidare Matteo Salvini

All'Assemblea dei Parlamentari del MoVimento 5 Stelle Alessandro Di Battista si scusa con il vicepremier: «Non ti ho aiutato»

Il leader dei 5 Stelle, Luigi Di Maio
Il leader dei 5 Stelle, Luigi Di Maio ANSA

ROMA - Luigi Di Maio supera lo scoglio dell'assemblea dei parlamentari del M5S: chiede in apertura ai colleghi di gruppo di pronunciarsi sul destino della maggioranza gialloverde e rivendica la scelta di sottoporsi al voto online degli iscritti (in programma domani per tutta la giornata). Incassa l'endorsement di Alessandro Di Battista: «Luigi - dice il volto più noto fra quelli della vecchia guardia - ti chiedo scusa per non aver fatto abbastanza in questi mesi per aiutarti». E tiene duro sulla consultazione della piattaforma Rousseau: «Ho una dignità, in questi giorni mi è stato detto di tutto». Fra gli interventi, la deputata Emanuela Corda gli propone di rinunciare, confermandogli la fiducia. Ma i suoi fedelissimi fanno sapere che non se ne parla: «È eletto dagli iscritti non dai parlamentari», dicono.

Paragone chiede a Di Maio di rinunciare a una parte degli incarichi

Fra gli interventi si segnala quello di Gianluigi Paragone il giornalista-senatore che gli ha chiesto di rinunciare a una parte degli incarichi. Chiede lui a Di Maio di confermare la fiducia nei suoi confronti, dice di essere stato frainteso, che i giornalisti che lo hanno intervistato non hanno riferito correttamente il suo pensiero, ma non convince troppo i colleghi. Il presidente della Camera prende la parola per un distinguo procedurale: «Se si parla di governo me ne vado, torno quando si parla del Movimento». Ma poi resta, l'assemblea d'altronde, iniziata dopo le 21, è ancora in corso ben oltre le 23.

Debito del 2018? Roba di Gentiloni

Clima tranquillo, giura chi ha partecipato alla riunione, anche perchè l'apertura di una crisi significherebbe per molti la probabilità di tornare a casa e non poter fare un'altra legislatura: perchè al secondo mandato o perchè appare al momento improbabile un corposo recupero di consensi del M5S, che ha perso in poco più di un anno circa metà dei suoi voti. Quanto alle prospettive del governo, gli uomini di Di Maio brontolano per la lettera dell'Ue sui conti pubblici: «Debito del 2018? Roba di Gentiloni, ma scrivono a noi...». E giurano di vedere prospettive meno fosche di quelle immaginate a Bruxelles, anche per l'andamento «migliore del previsto» dei risultati della lotta all'evasione.

La sfida a Matteo Salvini

Quanto all'offensiva politica di Matteo Salvini, «se la Lega ha pronte le proposte sulla flat tax e l'autonomia differenziata, noi siamo pronti a leggerli». La sfida continua, domani è un altro giorno ma il M5S per il momento non vuole far cadere la sedia su cui siede il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.