5 dicembre 2019
Aggiornato 20:00

Def, operazione verità del Governo: economia ferma e flat tax in «salita»

Della flat tax da 12 miliardi solo un cenno, mentre su tutto pesano come una spada di Damocle gli aumenti dell'Iva che, se non disinnescati, genereranno una stangata da oltre 20 miliardi nel 2020

Il Ministro dell'Economia, Giovanni Tria
Il Ministro dell'Economia, Giovanni Tria ANSA

ROMA - Economia italiana quasi in stagnazione, debito e deficit che continuano ad aumentare e spazi quasi pari a zero per promesse e nuove spese. Della flat tax da 12 miliardi solo un cenno, mentre su tutto pesano come una spada di Damocle gli aumenti dell'Iva che, se non disinnescati, genereranno una stangata da oltre 20 miliardi nel 2020. E' l'operazione verità che il ministro Giovanni Tria ha portato in Consiglio dei ministri con il primo Def del governo giallo-verde che smentisce, pezzo dopo pezzo, tutte le promesse fatte soltanto quattro mesi fa quando si prevedeva con il reddito di cittadinanza e quota 100 una scossa all'economia che sarebbe dovuta viaggiare a ritmi dell'1 per cento quest'anno.

Pil 2019 allo 0,2%

La situazione internazionale non aiuta, ma il Pil italiano arretra di molto rispetto alle previsioni iniziali: si attesterà quest'anno allo 0,2% se si scontano gli effetti delle misure del dl crescita e dello sblocca cantieri. Senza questa spinta la crescita sarebbe praticamente vicina allo zero (0,1% il Pil tendenziale).

Altra nota dolente il debito

La risalita non si arresta nonostante i ripetuti impegni del governo sull'inversione di rotta. Quest'anno viene dato al 132,6% per tornare a scendere al 131,3% l'anno prossimo. Viene confermato l'obiettivo ambizioso di incassare più di 17 miliardi dalle privatizzazioni, ma finora nulla si è mosso. Il deficit nel 2019 invece torna al 2,4% (dal 2,04%) previsto inizialmente a settembre prima del duro scontro con la Ue, per poi tornare a scendere al 2,1% il prossimo anno. Il Tesoro assicura che questi target sono nei limiti del patto di stabilità europeo, anzi Tria nel comunicato del Mef tiene a sottolineare in più punti l'impegno al rispetto dei vincoli europei.

Flat tax in salita

Un quadro che fa capire come non ci sono margini per operazioni sul fronte della spesa, in particolare sulla flat tax come disegnata dalla Lega. Anche in questo caso sembra prevalsa, per ora, la linea prudente del titolare di Via Venti Settembre che nelle varie riunioni prima del Consiglio dei ministri ha posto il veto su interventi che possano compromettere il bilancio dello Stato già in equilibrio precario. Sulla tassa piatta, quindi, dovrebbe esserci nel Def soltanto l'impegno a un «progetto di riforma delle imposte sui redditi» che va ad «incidere in particolare sull'imposizione a carico dei ceti medi». Una vittoria questa del M5S che aveva posto paletti precisi sulla platea dei contribuenti, vincolandola a quelli medio-bassi. Rispetto alle bozze in entrata sono scomparsi, inoltre, i riferimenti alle due aliquote del 20 e del 15 per cento.

Forti tensioni a Palazzo Chigi

Un altro film sembra quello raccontato dai due azionisti della maggioranza. «Nessuna nuova tassa e nessuna manovra correttiva» si era apprestato a dichiarare il governo con una nota al termine del Cdm, garantendo il rispetto degli impegni dell'esecutivo e degli obiettivi fissati con la Commissione europea. Matteo Salvini ha parlato di «giudizio positivo» esprimendo soddisfazione per la flat tax inserita in ben due passaggi del Def. Inoltre, sia Salvini che Di Maio si sono messi di traverso a qualsiasi aumento dell'Iva, senza nessuna indicazione su come recuperare 23 miliardi, risorse che da sole valgono come una manovra. Tema quello dell'Iva che insieme alla flat tax e ai rimborsi ai risparmiatori truffati dalle banche - la cui norma attesa per oggi non è stata approvata - ha generato forti tensioni a palazzo Chigi con il ministro Tria sempre sulla linea del rigore e del rispetto delle regole comunitarie.

Silenzio dopo il Consiglio dei Ministri

A testimonianza delle fibrillazioni nell'esecutivo anche il silenzio dopo il Consiglio dei Ministri. E' saltata la conferenza stampa finale quando tutto era già pronto ad attendere i ministri e per l'illustrazione dei contenuti del Documento ci si è affidati, in maniera inusuale, a due comunicati disgiunti: uno del governo e uno del Mef.