24 febbraio 2019
Aggiornato 06:00
MoVimento 5 Stelle

Di Maio «dimentica» la Destra e sul reddito di cittadinanza attacca solo il PD: «Sinistra non c'è più»

Il vicepremier Luigi Di Maio a proposito del referendum sul reddito di cittadinanza: «La Sinistra preferisce stare nei salotti con gli industriali»

Luigi Di Maio
Luigi Di Maio ANSA

ROMA - La sinistra «non esiste più». Lo ha sottolineato il vicepremier Luigi Di Maio a proposito del referendum sul reddito di cittadinanza che esponenti di diversi partiti di opposizione stanno proponendo. «Questa è la sinistra italiana quella che non esiste più, quella che invece di stare dalla parte dei più deboli vuole massacrare le due iniziative per i più deboli», quota 100 e reddito di cittadinanza.

La Sinistra preferisce stare nei salotti con gli industriali

«Quelli che dovevano stare dalla parte dei più deboli sono finiti a stare sulle terrazze romane con i soliti industriali che mangiano con i nostri soldi pubblici dimenticandosi la sofferenza delle persone. Anche sul dl dignità - ha aggiunto - avevano detto che avrebbe fatto perdere migliaia di posti di lavoro e invece ieri il Veneto ci dice che i posti stanno aumentando e si stanno stabilizzando. Certo c'è ancora tanto da fare però avrei voluto vedere questa notizia su un quotidiano nazionale questa mattina dopo che per mesi in prima pagina hanno detto che per mesi il decreto dignità avrebbe fatto licenziare la gente, adesso che si certifica che aumentano i posti e le stabilizzazioni passano da 30mila a 60mila neppure in 20esima pagina».

Buffagni: «Anche il vicino di casa può controllare»

I controlli per il reddito di cittadinanza saranno efficaci perchè tutti potrannno dare una mano anche il vicino di casa del ricevente. Lo ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Stefano Buffagni, a «L'Intervista» di Maria Latella su Sky TG24. «Lei - ha detto - ha evidenziato un problema che esiste e crediamo che nell'interazione tra le varie realtà, quindi, l'ente locale e il Comune, l'Inps, l'Anpal e anche le segnalazioni che spesso arrivano dal vicino di casa che è invidioso, perché vede quello che sfrutta un prodotto, cioè uno strumento di aiuto, illegalmente, sono tutti strumenti che messi a sistema possono dare una mano».

«Adoro i rosiconi perchè ci tengono in vita»

«Poi - ha concluso - è chiaro che servirà tempo per far funzionare al meglio le cose, quello che noi ci siamo premurati di avere era un percorso che partisse con un minimo di sufficienza, un 6 di partenza che garantisce il servizio, l'aiuto agli ultimi, e mettiamo in moto un sistema. Perché io non credo che i miracoli funzionino e non posso neanche annunciarli, però abbiamo fatto qualcosa che fino a sei mesi fa ci dicevano che era impossibile. Oggi tutti quelli che dicevano che era impossibile stanno cercando il cavillo per criticare, i rosiconi io li adoro perché ci tengono in vita».