23 luglio 2019
Aggiornato 06:30
Strage di migranti nel mediterraneo

«Governi europei responsabili dei migranti morti»

L'accusa di Claudia Lodesani, presidente di Medici senza Frontiere: «Servono vie legali e sicure per le persone in fuga verso l'Europa»

«Governi europei responsabili dei migranti morti»
«Governi europei responsabili dei migranti morti» ANSA

ROMA - «Gli effetti delle politiche europee sono davanti agli occhi di tutti. Dopo avere contribuito a svuotare il Mediterraneo dalle barche di salvataggio, dopo aver finanziato la Guardia costiera libica condannando migliaia di persone a finire rinchiuse nei centri di detenzione e tornare ad essere vittime della tratta, dopo aver annunciato la chiusura di porti e messo a fine a ogni forma di umanità, all'Europa ancora sfugge il responsabile morale di queste morti». Lo dichiara Claudia Lodesani, presidente di Medici senza Frontiere.

«Servono vie legali per le persone in fuga verso l'Europa»

«Ogni governo che non prende l'iniziativa per il ripristino di un sistema di ricerca e soccorso nel Mediterraneo concordato a livello europeo è responsabile di queste morti e di quelle che verranno. MSF continuerà a chiedere che venga messo al primo posto l'obbligo di salvare vite umane per evitare atre morti. Servono vie legali e sicure per le persone in fuga verso l'Europa e un sistema di ricerca e soccorso in mare».

Comunità Giovanni XXIII: aumentare contributi per lo sviluppo dell'Africa

«Apprendiamo sconcertati la notizia dell'ennesimo terribile naufragio con numerosi morti di fronte alle coste libiche. Vittime innocenti cui vanno le nostre preghiere. Questa tragedia ci impone di affrontare di petto la questione migratoria. Occorre potenziare viaggi sicuri e legali per queste persone sia con un decreto flussi sia con i corridoi umanitari. Inoltre occorre aumentare la percentuale di PIL da destinare alla cooperazione allo sviluppo con l'Africa». E' il commento di Giovanni Paolo Ramonda, presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII, in merito al naufragio di ieri. La comunità fondata da Don Benzi ha già accolto due gruppi di migranti arrivati dalla Libia con i corridoi umanitari in novembre e dicembre. «L'Europa dovrebbe verificare il rispetto dei diritti umani in Libia», conclude Ramonda.