7 dicembre 2019
Aggiornato 05:00

Di Maio difende il reddito di cittadinanza: «PD e Fratelli d'Italia non conoscono i problemi degli italiani»

Il vicepresidente del Consiglio ha commentato così l'idea di un referendum sul reddito di cittadinanza e quota 100: «Questi moriranno radical chic bevendo champagne su una terrazza romana dei Parioli»

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CHIETI - «Ho visto che quella che si chiama ancora sinistra in Italia e non so chi la consideri ancora sinistra in Italia, cioè il Pd, vuole indire un referendum per abrogare il reddito di cittadinanza e quota cento, cioè quelli che hanno votato la Fornero e che si sono votati gli stipendi per i parlamentari gli aumenti dei vitalizi e non hanno mai indetto un referendum per abrogare queste vergogne». Il vicepremier Luigi Di Maio, a Vasto (Chieti) nel secondo giorno della tre giorni abruzzese a sostegno della candidata 5 stelle alla presidenza della Regione, Sara Marcozzi, ha commentato così l'idea di un referendum sul reddito di cittadinanza e quota 100.

«Questi moriranno radical chic»

«Dalla sinistra o dalla destra sociale, parlo di Fratelli d'Italia - ha proseguito Di Maio - dicono prima di voler aiutare i più deboli e poi vogliono eliminare la misura con cui noi andiamo ad aiutare 5 milioni di italiani in difficoltà che riusciranno a riqualificarsi e a trovare lavoro grazie al reddito di cittadinanza. Facciano pure, prima si diceva moriremo democristiani, questi moriranno radical chic bevendo champagne su una terrazza romana dei Parioli, perchè non sanno più cos'è la sofferenza della gente e cosa sono i problemi delle persone», ha concluso il capo politico del M5S.

M5s: «Referendum? Opposizioni alla canna del gas»

«L'ultima idea di un'opposizione allo sbando e totalmente scollata dalla realtà è quella di fare un referendum per abrogare il Reddito di Cittadinanza. Non gli è bastato aver distrutto il welfare state con politiche folli perpetrate per tanto, troppo tempo ai danni dei cittadini e averci lasciato un Paese con 5 milioni di persone che vivono in condizione di povertà assoluta». Lo affermano, in una nota, i senatori del MoVimento 5 Stelle in commissione Lavoro.

«Dovrebbero solo vergognarsi»

«Adesso - proseguono - a neanche 48 ore dall'approvazione del Decreto, già vogliono cancellare una misura che per la prima volta in Italia dà a milioni di cittadini l'opportunità di reinserirsi nel mondo del lavoro contrastando la povertà e le disuguaglianze. Dovrebbero solo vergognarsi. Sembrano come la volpe che non arriva all'uva e dice che è acerba. Per anni - ricordano i parlamentari del M5s - hanno malamente provato a copiarci facendo solo buchi nell'acqua e adesso che il MoVimento realizza ciò che ha sempre detto eccoli che emerge tutta la loro boria e invidia. Ma falliranno anche stavolta», concludono.