21 marzo 2019
Aggiornato 21:00
Elezioni europee

Meloni: «Juncker deve andare a casa»

Il Presidente di Fratelli d'Italia: «Noi in Europa per cambiare tutto e difendere gli interessi degli italiani». Rampelli: «Da Juncker ammissione ridicola». Ciriani: «M5s ricicla proposte elettorali»

Il Presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni
Il Presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni ANSA

ROMA - «Juncker deve andare a casa. È molto bello che oggi dica che quello che hanno fatto finora non andava bene, ma ormai è troppo tardi. Spero che alle elezioni europee del prossimo 26 maggio gli italiani decidano di votare Fratelli d'Italia per mandare a casa Juncker e per cambiare tutto in Europa. Abbiamo solo un obiettivo: difendere l'interesse nazionale italiano, difendere le nostre imprese, difendere i nostri lavoratori, difendere i nostri prodotti, difendere la nostra identità, difendere i nostri confini». Lo ha detto nel corso della trasmissione di Canale Cinque «Mattino cinque» il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni.

Rampelli: «Da Juncker ammissione ridicola»

«La politica ha fallito perché l'Ue ha creduto soltanto nel Dio denaro, anzi peggio nella finanza. Le parole del Commissario Juncker a 4 mesi dalle elezioni europee sono ridicole e dimostrano, fuori tempo massimo, che l'Europa o si fonda sui valori alti rappresentati dalle sue radici greco-romane e cristiane o non ha senso e non può stare in piedi. Un Continente che è stato il centro del mondo fino al XX secolo, che non scalda i cuori dei popoli e dei suoi cittadini, non suscita sentimenti di appartenenza e serve gli interessi della finanza ha le ore contate de non conoscerà una svolta». Lo ha affermato in una dichiarazione il vicepresidente della Camera Fdi Fabio Rampelli.

Ciriani: «M5s ricicla proposte elettorali»

«Basta poco per passare dal governo del cambiamento a quello del ricliclo. In particolare in vista delle elezioni europee. Infatti, trionfalmente il duo targato Cinquestelle Di Maio-Di Battista ha annunciato di voler abolire la sede del Parlamento europeo di Strasburgo. Peccato, però, che nel 2014 già Angelino Alfano, sempre in occasione delle elezioni europee, avesse posto al primo punto del programma elettorale del Nuovo Centrodestra la chiusura di una delle due sedi del Parlamento europeo per ridurre i costi. Vista come è finita quell'avventura politica, 'Di&Di' farebbero bene a riciclare altre proposte elettorali». Lo dichiara il presidente dei senatori di Fratelli d'Italia, Luca Ciriani.