15 novembre 2019
Aggiornato 00:30

Battisti trasferito nel carcere di Oristano. Salvini e Di Maio uniti: «Non resterà caso isolato»

Cesare Battisti trasferito nel carcere di Oristano per motivi di sicurezza. Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte: «Eccesso di comunicazione del governo? Una provocazione»

Cesare Battisti viene scortato fuori dalla questura dove è stato fotosegnalato a Roma
Cesare Battisti viene scortato fuori dalla questura dove è stato fotosegnalato a Roma ANSA

ROMA - Cesare Battisti trasferito nel carcere di Oristano per motivi di sicurezza. L'annuncio è arrivato direttamente dal ministro della Giustizia Alfonso Bonafede nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi. Il Guardasigilli ha spiegato che si tratta di una questione di «sicurezza» e ha sottolineato anche l'importanza della collaborazione giudiziaria tra Italia, Brasile e Bolivia e della mancata commutazione della pena da ergastolo a 30 anni che consentirà di fatto che Battisti sconti per intero la pena alla quale è stato condannato in Italia. Appena sceso dall'aereo ai funzionari dell'Antiterrorismo che lo hanno accolto a Ciampino, Battisti ha detto: «Ora so che andrò in prigione». L'ex terrorista è apparso rassegnato e ha ringraziato per come è stato trattato e per i vestiti più pesanti fornitigli in aereo. Testa alta, pizzetto, giubbotto marrone, senza manette ai polsi: è sceso abbozzando un sorriso.

Salvini: «Estradizione Battisti non resterà caso isolato»

«Spero di non incontrarlo da vicino» aveva detto il ministro dell'Interno, Matteo Salvini. «Oggi penso che l'Italia debba festeggiare, con troppo ritardo. E' una giornata nel nome della giustizia, dell'onore, del buonsenso. L'Italia ha ritrovato centralità, rispetto e rispettabilità. Sono contento che abbiate potuto vedere ovunque queste immagini, segnale di rinnovata fiducia e giustizia». L'estradizione di Battisti non resterà un caso isolato. «Stiamo lavorando su altre decine di terroristi che non stanno scontando pene in Italia e su alcuni di questi abbiamo già riscontri positivi» ha dichiarato ancora Salvini nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi con il presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte e il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. Salvini ha fatto sapere di aver avuto una «lunga, cordiale e costruttiva» telefonata con il presidente Bolsonaro, nel corso della quale il ministro dell'Interno ha «ribadito l'enorme grazie a nome di 60 milioni di italiani per averci permesso di chiudere positivamente la questione Battisti e ci siamo impegnati ad incontrarci presto in Brasile o in Italia per rinsaldare i legami tra i nostri popoli, i nostri governi e la nostra amicizia personale».

Conte: «Eccesso di comunicazione del governo? Una provocazione»

Il premier Conte in conferenza stampa ha detto che l'arresto è «un gran risultato, che dovevamo non solo in astratto per la giustizia italiana, ma lo dovevamo ai familiari delle vittime. Stiamo parlando di omicidi, di reati commessi dal terrorismo e occorreva garantire l'effettività della pena». Poi, rispondendo a una giornalista che gli chiedeva se non ci sia stato un eccesso di comunicazione del governo sulla vicenda: «Il fatto che il governo informi i familiari e la popolazione se per lei è un disvalore per me è un valore. Attivismo del governo per le informazioni dati ai familiari delle vittime e alla popolazione? E' una sua valutazione - ha detto - forse una provocazione».

Conte ringrazia Bolsonaro

Conte ha spiegato che il governo ha garantito il percorso più sicuro e veloce perché il terrorista rosso arrivasse in Italia. «Ieri ho avuto una lunga conversazione con Bolsonaro, ribadisco il ringraziamento per il cambiamento di rotta che è stato determinante. Ringrazio il governo boliviano per la massima collaborazione. E' stato fatto un grande lavoro di squadra con le forze di Intelligence, di Polizia, con l'Interpol». «Con Bolsonaro - ha rivelato - è stata anche valutata la possibilità che prima di rientrare in Italia potesse transitare da Brasilia. Alla fine abbiamo valutato che le difficoltà di questo passaggio avrebbero complicato il quadro e i rischi connessi».

Di Maio: «Tanti terroristi rossi e neri ancora a piede libero»

Anche Luigi Di Maio ha espresso la sua soddisfazione: «L'arrivo di Battisti in Italia è un punto di partenza di un'Italia che dà un segnale a questi signori che non possono restare impuniti» ha detto il leader M5s durante una diretta Facebook mentre era in viaggio con Alessandro Di Battista verso Strasburgo. Il vicepremier ha ricordato che ci sono tanti terroristi «rossi e neri ancora a piede libero», perciò, assicura, «non finisce con Battisti. Questi signori devono sentire la pressione dell'Italia che finora ha accettato la qualunque».

Procura Milano indaga su fiancheggiatori

Intanto, la procura di Milano ha aperto un'indagine a «modello 45», ossia senza ipotesi di reato né indagati, per far luce sui possibili fiancheggiatori che potrebbero aver fornito supporto logistico ed economico a Battisti negli anni della sua latitanza. A condurre l'indagine è il pm Alberto Nobili, coordinatore del Dipartimento antiterrorismo della procura meneghina, che è in attesa della relazione della Digos su tutte indagini che hanno riguardato l'ex terrorista dei Pac, accusato di quattro omicidi. Inizialmente l'informativa verrà trasmessa alla procura generale di Milano, che ha emesso il mandato di arresto internazionale per Battisti e si occupa dell'esecuzione della pena, per poi essere inoltrata al magistrato della procura ordinaria.