26 giugno 2019
Aggiornato 19:30
Arresto Battisti

Battisti dalla cella di Oristano: «Sono malato, e sono cambiato»

Cesare Battisti ha trascorso la prima notte in una cella del blocco AS2 del carcere di Massama: «Non mi dichiaro innocente ma nemmeno mi accollo tutto ciò di cui mi accusano»

Cesare Battisti mentre atterra all'aeroporto di Ciampino scortato dagli agenti della Polizia
Cesare Battisti mentre atterra all'aeroporto di Ciampino scortato dagli agenti della Polizia ( ANSA )

ORISTANO - Cesare Battisti ha trascorso la prima notte in una cella del blocco AS2 del carcere di Massama (Oristano), struttura di alta sicurezza in cui sono reclusi diversi esponenti della criminalità organizzata. Il terrorista rosso militante dei Pac ha potuto vedere anche il suo avvocato, Davide Steccanella. Al suo arrivo in carcere è stato sottoposto a visite mediche e ha avuto un confronto con l'educatore. È solo in cella e gli verrà applicato un regime di isolamento diurno per sei mesi. «Mi dite in quale parte del mondo mi trovo? Ormai è tutto finito, ho 64 anni, sono malato, sono cambiato» avrebbe detto.

Latitante da ben 37 anni

Le frasi sono state riportate sul suo profilo Facebook dall'ex parlamentare sardo Mauro Pili, che ha citato non meglio precisate fonti qualificate. «Non mi dichiaro innocente ma nemmeno mi accollo tutto ciò di cui mi accusano», avrebbe aggiunto l'ex terrorista che ha parlato con diversi agenti penitenziari ed è stato a colloquio con il direttore del penitenziario. Battisti, latitante da ben 37 anni, si è sempre proclamato innocente rispetto agli omicidi per cui è stato condannato.

Garante, azione doverosa, evitare di spettacolarizzare

«Nei confronti di Battisti è stato eseguito un decreto di estradizione ed è stata compiuta una azione di giustizia doverosa da parte dello Stato, alla quale plaudo. Mi riservo poi di verificare, e di valutare un intervento, se ci siano stati elementi di spettacolarizzazione e se in sede istituzionale sia stato usato un linguaggio aderente alla Costituzione». E' quanto sottolinea, interpellato dall'ANSA, il Garante nazionale dei detenuti, Mauro Palma, in merito alla gestione del rientro in Italia di Cesare Battisti e più in generale richiamando alla necessità che le istituzioni utilizzino «un linguaggio conforme alla Carta costituzionale».

Il fratello: è innocente

Intanto il fratello Domenico si professa dalla sua parte: «Cesare è mio fratello e non c'è cosa più importante di lui. Era un delinquente da quattro soldi e l'hanno fatto diventare un personaggio del cavolo. Io sono stato insieme a lui l'anno scorso, non l'ho mai abbandonato. È mio fratello ed è la cosa più importante che esista. I cani abbandonano i fratelli ma io no».

Nessuna altra domanda di estradizione in Francia

Non ci sarebbero invece al momento domande di estradizione di altri rifugiati in Francia, «quelle che saranno ricevute prossimamente da parte delle autorità italiane le analizzeremo in modo approfondito, caso per caso, come abbiamo fatto negli ultimi 15 anni» ha detto all'ANSA un portavoce della ministra della Giustizia francese, Nicole Belloubet, rispondendo a una domanda su possibili future richieste di estradizione da Roma. «Al momento - ha precisato il portavoce - non abbiamo liste di persone coinvolte». «Tutte le richieste - prosegue il portavoce della ministra Belloubet - sono oggetto di valutazione caso per caso. Il ministero della Giustizia verifica in particolare, prima della trasmissione della richiesta di estradizione alle autorità giudiziarie francesi per l'esecuzione, la regolarità della richiesta, in particolare riguardo alla prescrizione dei fatti e al carattere politico del reato».