23 settembre 2019
Aggiornato 08:30

Tav, Toninelli: «Analisi costi-benefici al vaglio. Ben venga il referendum, ma avveduto e informato»

«I risultati dell'analisi costi-benefici saranno condivisi con la Lega e con la Francia» fa sapere il Ministro di Infrastrutture e Trasporti

Il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli
Il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli ANSA

TORINO - Sulla Tav Torino-Lione il referendum «è uno strumento splendido, ben venga se lo chiedono i cittadini, anche se andava fatto quando si discuteva dell'opera 15 o 20 anni fa». Lo afferma il ministro di Infrastrutture e Trasporti, Danilo Toninelli con un post su Facebook. «Ma il dibattito referendario deve essere avveduto e informato: inutile parlarne prima di aver conosciuto e studiato per bene i numeri dell'analisi costi-benefici».

Analisi costi-benefici al vaglio

Ad ogni modo sulla Tav «nessun giallo, nessun mistero, nessuna melina e nessun timore di mostrare i risultati di una analisi che il mio ministero ha fortemente voluto, in nome della trasparenza e della responsabilità circa le decisioni di spesa sulle grandi opere» afferma il ministro. Che spiega di aver lasciato «piena libertà» ai tecnici di applicare una metodologia, quella costi-benefici, internazionalmente riconosciuta come la migliore per valutare l'impatto economico e sociale di alcune infrastrutture, sulle quali «è noto esserci» un forte dibattito pubblico e su cui era quindi «doveroso per il Governo focalizzare l'attenzione».

Serve anche analisi giuridica

Le risultanze dell'Acb sul Tav Torino-Lione saranno pubblicate in modo integrale assieme all'analisi giuridica, esattamente come accaduto con il Terzo Valico. Tutti i risultati di quella analisi sono a disposizione di ciascuno ed erano stati condivisi anche con la Lega, al di là delle mille indiscrezioni giornalistiche, prosegue il ministro. Lo stesso sarà fatto sul Tav non appena saranno completati tutti i passaggi: «Gli esiti saranno disponibili per il pubblico dibattito di esperti e non». Toninelli ricorda poi che il Governo ha offerto la disponibilità a confrontare questi risultati con uno o più esperti indicati dalle associazioni di imprenditori piemontesi nel corso dell'incontro del 5 dicembre, a riprova della «piena volontà di dialogo trasparente e partecipato» sull'opera.

L'impegno internazionale di condivisione degli esiti

Il capo del Mit fa sapere che il documento di lavoro preliminare è attualmente al vaglio della Struttura tecnica di missione per le opportune verifiche e dovrà essere abbinato all'analisi giuridica proprio come è avvenuto con il Terzo Valico. Lo studio sarà condiviso in seno all'esecutivo, che sarà investito di «qualsiasi decisione direttamente inerente il contratto di Governo». Inoltre, ribadisce che «abbiamo assunto, e questa sarà la differenza essenziale rispetto al percorso già seguito sul Terzo Valico, un impegno internazionale di condivisione degli esiti con la mia omologa francese Elisabeth Borne e, contestualmente, con la Commissione Ue, che sono direttamente interessati all'opera». «Naturalmente», alla Francia e all'Europa sarà dato il tempo di svolgere le dovute osservazioni. A quel punto sarà possibile pubblicare «in piena trasparenza» tutta la documentazione a beneficio del dibattito nazionale. «Nessuna decisione sarà presa sulla base di mere valutazioni personali o tantomeno ideologiche. Si tratta di capire come usare al meglio i soldi di tutti i cittadini italiani».