19 luglio 2019
Aggiornato 18:30
Reddito di cittadinanza

Le Regioni preoccupate dal reddito di cittadinanza: Di Maio non ci risponde da ottobre

Il nodo è la «grave assenza» di ogni riferimento alle Regioni e alle Province autonome, titolari dei centri per l'impiego

Il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio con il premier Giuseppe Conte
Il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio con il premier Giuseppe Conte ANSA

ROMA - «La bozza del decreto sul reddito di cittadinanza suscita forte preoccupazione per tempi, modalità, personale e risorse. Purtroppo il dialogo con il ministro si è interrotto ad ottobre, ma mi auguro che riprenda urgentemente». A spiegarlo è la Coordinatrice della Commissione Lavoro e Istruzione della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Cristina Grieco, anche assessore della Regione Toscana, dopo le analisi e l'esito del confronto che si è tenuto ieri fra gli assessori al lavoro delle istituzioni regionali.

Il nodo è la «grave assenza» di ogni riferimento a Regioni e Province

Grieco ha chiesto un confronto urgente con il ministro Luigi Di Maio centrato proprio sul testo del decreto relativo al reddito di cittadinanza: «Spero venga sanata la grave assenza di ogni riferimento alle Regioni e alle Province autonome», spiega, che hanno la titolarità dei centri per l'impiego. A spaventare le Regioni è la bozza che circola in queste settimane, tanto che auspicano che nella stesura definitiva «certe omissioni» siano corrette e possano trovare spazio adeguato «il principio della leale collaborazione e la concertazione istituzionale. Ingredienti comunque necessari quando si toccano materie di legislazione concorrente».

Il nodo sono i centri per l'impiego

Guardando i testi per il momento disponibili, ci sono diversi aspetti «che suonano come tanti campanelli di allarme». Preoccupa che in un percorso di questa portata non si sia puntato su un accordo strategico con le Regioni e sul un loro netto coinvolgimento. «Sappiamo che si implementeranno sistemi informativi nuovi, mi auguro innovativi, ma ancora non li abbiamo visti, né abbiamo potuto sperimentare l'interscambio con quelli esistenti a livello territoriale». Mancherebbero poi i riferimenti alle risorse per la ristrutturazione, la modernizzazione tecnologica e la formazione dei centri per l'impiego. Infine, le Regioni sarebbero già pronte a partire con i previsti piani straordinari di assunzioni che il Governo stesso aveva prospettato, ma sono ancora in attesa delle decretazioni necessarie. Insomma, ha concluso Grieco, una serie di questioni ed un testo poco chiaro che impongono un'assunzione di responsabilità e l'accelerazione del confronto istituzionale.

In circolazione una bozza che non è ancora stata trasmessa formalmente

Stando a quando dicono le Regioni, gli assessori avrebbero potuto analizzare solo la bozza di un testo che ancora non è stato loro trasmesso formalmente. «Occorre riprendere subito il confronto istituzionale» è l'invito di Grieco. L'ultima volta che si sono incontrati con il ministro Di Maio era il 16 ottobre scorso e in quella sede le Regioni lanciarono una serie di proposte e indicazioni rispetto alle quali, dicono, non hanno ricevuto risposta e delle quali non troverebbero traccia nelle bozze del decreto. «Una circostanza che certamente non aiuta il percorso di un provvedimento atteso e delicato per l'impatto sociale che ne caratterizzerà l'attuazione». Le Regioni sono pronte a fare fino in fondo la loro parte, ma pretendono la massima chiarezza sul processo attuativo, sulle risorse e sul personale. Anche perché i centri per l'impiego che ormai sono parte integrante della rete dei servizi per le politiche attive per il lavoro delle Regioni rappresentano i nodi fondamentali di quella rete che dovrà accompagnare e sostenere i cittadini che faranno ricorso al reddito di cittadinanza nella delicata fase di ricerca di un'occupazione stabile.