21 luglio 2019
Aggiornato 23:00
Immigrazione

Malta «sdegnata e sorpresa», alta tensione con Salvini. Ue si difende: già fatti molti ricollocamenti

Il governo de La Valletta bolla come «false accuse» le parole di Salvini e invita il governo italiano a «rivedere i suoi dati e astenersi dal ripeterle in futuro»

Il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini
Il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini ANSA

ROMA - Il governo di Malta esprime «sdegno e sorpresa» per quelle che bolla come «false accuse» del ministro Matteo Salvini e invita il governo italiano a «rivedere i suoi dati e astenersi dal ripeterle in futuro». Lo afferma una nota dell'esecutivo di La Valletta, in risposta alle affermazioni di Salvini su «presunti impegni di ridistribuzione volontaria non rispettati da parte degli stati dell'Ue», tra cui Malta. Salvini aveva detto ieri che i Paesi europei si erano impegnati a prendere 650 migranti sbarcati in Italia, ma solo 150 sono stati effettivamente redistribuiti. Davanti allo «sdegno» maltese la replica del ministro degli Interni non si è fatta attendere: «Nessuna lezione da Malta, che per anni ha chiuso gli occhi e ha permesso che barchini e barconi si dirigessero verso l'Italia. La musica è cambiata, in Italia si arriva solo col permesso. Abbiamo già accolto anche troppo, che gli altri si sveglino».

Salvini: «Firmato corridoi umanitari per centinaia»

Poi, in una intervista a Rtl 102.5, Salvini ha spiegato di aver firmato corridoi umanitari «per centinaia di donne e bambini». «Ho firmato permessi per i cosiddetti lavori stagionali, che danno una mano al turismo e all'agricoltura. Sono questi passi concreti in favore di una immigrazione regolamentata e giusta come avviene in molti altri paesi» ha osservato. Su Facebook inoltre ha ribadito che non ha nessuna intenzione di far cadere il governo, che resta «compatto» sulla linea «rigorosa», porti chiusi, lotta agli scafisti e alle Ong. E aggiunge che ogni nuovo eventuale arrivo dovrà essere «a costo zero per i cittadini Italiani». Insomma «l'immigrazione la gestisce il ministro dell'Interno. Io non cambio idea, anzi faccio due passi in avanti. Non ci sarà nessun arrivo in Italia finché l'Europa non rispetterà gli impegni presi, a parole, con l'Italia, accogliendo i 200 immigrati sbarcati in estate tra Pozzallo e Catania che dovevano già essere ricollocati».

«Nuovi arrivi solo se Ue mantiene promesse, altrimenti buonanotte»

La soluzione dunque è stata trovata: l'Europa dovrà farsi carico delle promesse fatte in passato all'Italia. «Se manterranno impegni sui 200 migranti che avevano promesso di ricollocare, allora potranno esserci nuovi arrivi. Altrimenti buonanotte» ha detto ancora il leader della Lega, spiegando - in merito al vertice in tarda serata di ieri sera - che si è trattato di «bersi un caffè a Palazzo Chigi all'una di notte». E poi ha sottolineato: «Ieri ho confermato al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che prima l'Europa deve farsi carico dei migranti che avevano promesso di prendersi. Allora ragionerò di altro, basta che sia una soluzione a costo zero per gli italiani. E i porti sono e rimangono chiusi, perché gli scafisti non devono più mettere piede in Italia».

Ue: «Già fatti molti dei 230 ricollocamenti da Italia»

La Commissione europea però rimanda al mittente le accuse di inadempienza: sono stati già effettuati «molti» dei ricollocamenti dei 230 migranti già entrati in Italia durante l'estate, si difende Bruxelles, il cui completamento sarebbe parte dell'accordo appena siglato per la distribuzione dei migranti sbarcati dalle navi della Sea Watch a Malta. «Sembrerebbe che quelli mancanti siano da attribuire a varie cause, tra cui in alcuni casi a ragioni di sicurezza», ha detto la coordinatrice dei portavoce della Commissione europea, Natasha Bertaud. La portavoce ha riferito che con l'accordo sulla Sea Watch Roma ha accettato di accogliere alcuni migranti, con priorità a donne e bambini, e ha precisato che il commissario europeo responsabile, Dimitris Avramopoulos, è pronto a incontrare sul tema le autorità italiane per ulteriori discussioni sul tema. La battaglia è aperta, più che mai.