16 ottobre 2019
Aggiornato 01:00

Il Pd agonizzante riparte dai mercati. Martina: «Diamoci una scossa». Ecco come sarà il nuovo partito

Il candidato alla segreteria del Partito democratico ha deciso di cominciare dai mercati cittadini. E elenca le cinque «matrici» di riferimento del nuovo PD

Il candidato segretario del Pd Maurizio Martina
Il candidato segretario del Pd Maurizio Martina ANSA

ROMA - Per tentare il recupero - complicato - di qualche voto, il Pd riparte dai mercati. «Nei primi giorni di questo nuovo anno ho deciso di cominciare dai mercati delle nostre città» annuncia il candidato alla segreteria del Partito democratico Maurizio Martina, che sarà prima a Faenza e poi a Ravenna, ai due mercati cittadini. E poi in diversi altri luoghi nei prossimi giorni: da Torino, a Bari, a L'Aquila. Non contento, il 12 gennaio parteciperà a Palermo alla mobilitazione nazionale Pd nelle piazze contro la manovra. «E il pomeriggio terremo una grande iniziativa proprio in Sicilia per rilanciare la nostra proposta per il Sud e per l'Italia».

Come Kennedy

Martina spiega che «c'è tanto da fare e serve l'impegno di tutti» e invita i suoi a darsi «una scossa». Come hanno scritto nella loro mozione, i democratici devono «essere idealisti senza illusioni, per dirla con John F. Kennedy, o lasceremo il campo agli illusionisti senza ideali che stanno sfasciando il Paese» attacca l'ex segretario. «Ci sono tanti italiani che non aspettano altro che darci una mano a fermare questa deriva e a costruire un futuro diverso».

Le 5 matrici

Tra pochi giorni cominceranno le assemblee congressuali dei circoli Pd. Martina fa sapere che lavorerà «al massimo» perché il percorso congressuale sia davvero uno strumento «per unire, cambiare e aprire il nostro progetto». «Serve un riformismo radicale - conclude Martina - contro i nazionalpopulisti. La sinistra è cambiamento e il Pd deve avere un'identità chiara». Un partito che nella sua visione deve avere cinque matrici ben visibili: un partito che si batte per l'uguaglianza, un partito ecologista, del lavoro, soprattutto del lavoro che cambia, europeista e che si batte per la democrazia.