20 ottobre 2021
Aggiornato 22:30
L'intervista

Marzaioli: «Gli interventi del governo non bastano per evitare la stangata delle bollette»

Ovidio Marzaioli, responsabile Energia del Movimento Consumatori, spiega al DiariodelWeb.it perché le misure preannunciate da Draghi non basteranno ad impedire gli aumenti

Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi
Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi ANSA

All'allarme lanciato dal ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani, che ha preannunciato un maxi aumento delle bollette di luce e gas dal mese prossimo, il premier Mario Draghi ha risposto stanziando un intervento da oltre tre miliardi. All'assemblea di Confindustria, il presidente del Consiglio ha promesso di eliminare gli oneri di sistema, per l'ultimo trimestre di quest'anno, e di potenziare il bonus sociale. Ma basterà questa sorta di manovra in extremis ad evitare la stangata per gli italiani? Il DiariodelWeb.it lo ha chiesto ad Ovidio Marzaioli, vicesegretario generale e responsabile Ambiente ed Energia del Movimento Consumatori.

Ovidio Marzaioli, gli interventi preannunciati da Draghi le sembrano sufficienti?
Intervenire sul bonus sociale, azzerando completamente gli aumenti, è un enorme passo avanti. Apprezziamo l'attenzione del governo nei confronti del vero problema, che è quello della povertà energetica. Moltissime persone in difficoltà economica si trovano in una vera emergenza e non possono sopportare rincari di quel tipo.

Ma quanti cittadini ne beneficeranno effettivamente?
Solo chi riceve il bonus: circa tre milioni di persone per l'energia elettrica e due e mezzo per il gas. Tra l'altro da luglio sarebbe partito l'automatismo del bonus, ma purtroppo i ritardi di applicazione hanno fatto sì che finora non sia ancora arrivato a chi ne aveva diritto. E sono passati due mesi.

E per tutti gli altri che non percepiscono il bonus?
Domani l'Autorità di regolazione dell'energia proporrà un ulteriore intervento per il controllo dei prezzi, nei confronti di tutti quegli utenti che rientrano nel servizio di maggior tutela. Cioè una grande maggioranza delle famiglie e delle piccole imprese italiane: circa la metà del mercato energetico.

Già a luglio l'Autorità intervenne sterilizzando gli aumenti previsti.
Che però all'epoca erano del 20%, adesso sono del 40% per l'elettricità e circa del 30% per il gas. L'abbattimento degli oneri generali, prevista per l'energia elettrica e parzialmente per il gas, insieme ad alcuni interventi sull'Iva si limiteranno a ridurre questi rincari di circa un terzo.

Ci faccia qualche cifra.
Facciamo un esempio banalissimo: su una bolletta della luce da 100 euro l'aumento sarebbe di 40 euro. Ecco, questo intervento porterebbe ad uno sconto di circa 13 euro su 140. Per il gas, di una decina di euro su 130.

Un po' poco.
Inoltre non sappiamo ancora se si tratterà di un intervento strutturale o esclusivamente temporaneo, come pare per ora: cioè se si concluderà a dicembre. Gli aumenti, invece, sono previsti anche per il primo trimestre del 2022. E, orientativamente, non molto più bassi di questi.

Quali potrebbero essere, delle contromisure a livello strutturale?
La fiscalizzazione degli oneri generali e, soprattutto, un intervento sul problema pesantissimo del mercato energetico: la morosità. Se passerà questa stangata, sa di quanto aumenteranno i morosi? Abbiamo proposto moltissime volte, ad esempio, di creare delle sostituzioni d'imposta alle aziende che subiscono la morosità dei consumatori, per farle diventare crediti fiscali nei confronti dello Stato. Sarebbe una soluzione che permetterebbe di tamponare gli aumenti dell'inizio del prossimo anno.

Lo stesso Draghi ha auspicato che l'Unione europea batta un colpo, con degli interventi a lungo termine.
Contemporaneamente a questi problemi contingenti, si sta prospettando il futuro dell'assetto del mercato interno dell'energia. Ma di questo si parla pochissimo. Ci sono delle direttive europee che vanno recepite e che sono in via terminale. In parlamento, il governo ha chiesto le audizioni anche delle associazioni dei consumatori, e in questo periodo c'è un forte fermento su queste consultazioni. Banalmente, il mercato del domani non sarà più ingessato com'è attualmente: l'avvenire ci porterà le comunità energetiche di cittadini, la transizione energetica e digitale ci condurrà verso impianti rinnovabili. A mio giudizio discutere di questo è almeno altrettanto, se non più importante, che occuparsi degli aumenti attuali.

Avete preannunciato proteste a livello nazionale. Addirittura uno sciopero dei consumi.
L'idea è quella di dare seguito ad una serie di azioni, che potrebbe sfociare alla fine in uno sciopero dei consumi. Le associazioni dei consumatori dovrebbero avere la forza di intermediare tutte le difficoltà attuali ed essere dirette partecipanti, sia nei confronti della politica che delle parti economiche. Invece, da quando è stato approvato il decreto, quattro giorni fa, nessuno ha più parlato. Tutti attendono l'intervento dell'Autorità, la quale potrebbe ridurre gli aumenti. Che però arriveranno comunque, forti e chiari.