1 ottobre 2022
Aggiornato 23:30
L'intervista

Raffaele Madeo: «Noi ristoratori in piazza davanti all’Eni contro la speculazione energetica»

Ristoratore e presidente dell’associazione sindacale Tni Italia, racconta al DiariodelWeb.it le iniziative di protesta contro il caro bollette

Caro bollette
Caro bollette Foto: Depositphotos

Contro il caro bollette ora i ristoratori scendono in piazza. Anzi, manifestano davanti alla sede dell'Eni, a Roma: è l'iniziativa che, nella giornata di martedì 13 settembre, gli esercenti che aderiscono l'associazione sindacale Tni Italia hanno messo in campo per protestare contro i costi dell'energia diventati ormai insostenibili. Al DiariodelWeb.it ne ha parlato il presidente Raffaele Madeo.

Raffaele Madeo, come è andata l'iniziativa?
Dalle 11 del mattino ci siamo piazzati in presidio davanti al palazzo dell'Eni, un gruppo di noi è rimasto fino a sera.

Quali sono state le vostre richieste?
Abbiamo presentato delle proposte, che ormai conoscono tutti: dal tetto massimo a 0,30 euro al kWh all'azzeramento dell'Iva. E abbiamo dimostrato anche, confrontando le nostre bollette con quelle di altri Paesi europei che, se noi attualmente paghiamo 0,50 euro al kWh e si prevedono ad ottobre-novembre aumenti fino a 0,70, in Spagna e Portogallo invece si paga ancora 0,15-0,20. Altro che Unione europea... Abbiamo esposto uno striscione in cui la definiamo «disunione europea».

Perché avete deciso di manifestare proprio di fronte all'Eni?
Perché è un simbolo italiano. Una multinazionale partecipata al 30% dallo Stato e al 70% principalmente da tre aziende americane. Questo non è un dettaglio da poco. Lo Stato dovrebbe fare lo Stato, cioè tutelare piccole e medie imprese e famiglie. Invece, solo quest'anno, l'Eni ha fatto 4,2 miliardi di extraprofitto, di cui due miliardi circa in soli tre mesi.

Ma non vi fermate solo alle manifestazioni: avete presentato anche un esposto in procura evocando la possibilità di non pagare le bollette.
Abbiamo presentato attraverso il nostro studio legale un esposto a Roma e a Firenze e, sulla base dei luoghi in cui sorgono i nostri ristoranti, lo estenderemo a tutto il resto d'Italia. Questa è una grande novità nel panorama nazionale, perché permetterà di sospendere i pagamenti.

Una sospensione che ha anche un fondamento legale.
Assolutamente sì.

Che cosa chiedete attraverso questo esposto?
Vogliamo capire se, come pensiamo noi, questo innalzamento dei prezzi è solo speculazione. Chiediamo alla magistratura di indagare e, se ci sono dei colpevoli, che vengano chiamati a rispondere delle loro responsabilità.

Avete anche iniziato a raccogliere le firme online. Come sta andando?
Ad oggi la nostra petizione su Change.org ha raccolto 131 mila firme e molti commenti. Siamo molto contenti, è molto seguita.

Ha definito questa situazione peggiore addirittura rispetto ai tempi del Covid.
Sì. Durante il lockdown almeno eravamo chiusi, quindi le bollette erano quasi azzerate. Adesso siamo aperti, più o meno si lavora, ma tutto il margine di utile viene azzerato. È come se lavorassimo senza percepire uno stipendio.

Siamo in campagna elettorale: che impressione vi fa la reazione della politica a questa emergenza?
Tante parole: da sinistra a centro a destra, tutti dicono le stesse cose. Ma nessuno ricorda che un governo c'è, è in carica, con un presidente pagato, dei parlamentari pagati. Eppure lo scostamento di bilancio per aiutare le imprese non l'abbiamo ancora visto. La speranza è che arrivi in fretta. Perché se dobbiamo aspettare le elezioni del 25 settembre, poi l'incarico al nuovo premier e la nomina dei ministri a fine ottobre, noi saremo già morti e chiusi.