25 luglio 2021
Aggiornato 09:00
L'intervista

Dall'Osso: «Dietro alla mossa di Grillo contro Conte ci sono interessi segreti»

L'onorevole Matteo Dall'Osso, eletto con il Movimento 5 stelle e poi passato a Coraggio Italia, analizza al DiariodelWeb.it le ragioni dello scontro Grillo-Conte

Giuseppe Conte e Beppe Grillo
Giuseppe Conte e Beppe Grillo ANSA

Il Movimento 5 stelle prova a rimettere insieme i cocci. Dopo una cena svolta tra Beppe Grillo con Luigi Di Maio e Roberto Fico, il fondatore ha aperto a Giuseppe Conte, con l'obiettivo di mediare ed evitare la scissione. Ma la tensione rimane altissima. Il DiariodelWeb.it ha provato a fare chiarezza con l'onorevole Matteo Dall'Osso, eletto con il M5s ma oggi passato a Coraggio Italia.

Onorevole Matteo Dall'Osso, nessuno riesce a capire il motivo di quest'entrata a gamba tesa di Beppe Grillo su Giuseppe Conte. Lei, che il Movimento 5 stelle lo conosce bene, che risposta si è dato?
Quella tra Conte e Grillo è una guerra di potere fine a se stesso, non si parla delle cose da fare. Non dimentichiamoci che Beppe è un attore, quindi è abituato a queste piroette. Ma penso che in questo caso ci siano dietro degli interessi a noi sconosciuti. Che non sono ancora del tutto chiari, anche se forse li conosciamo anche.

Si riferisce ai problemi giudiziari del figlio Ciro?
Chi ha orecchie per intendere, intenda. Probabilmente ci sarà anche quello dietro, non lo so. Ma di sicuro l'interesse che tutela Grillo non è il popolo italiano. E la politica non è un teatro, è una cosa seria.

Insomma, Grillo crea e distrugge i capi politici e i governi: questo Movimento inizia sempre di più ad assomigliare ad un suo partito padronale.
Grillo si definisce un papà, ma non è il papà: è il padrone. È stato lui a volere Conte a capo del M5s, estraendolo dal cilindro, ed è lui che ne ha decretato la fine. Del resto Conte ha sempre fatto quello che voleva Grillo: prima il governo con Salvini, poi con il Pd...

Ma tutto questo cosa c'entra con «uno vale uno» e con la democrazia diretta?
Io non le dico che una volta ho hackerato il sito realizzato dal team di Casaleggio. Non glielo posso dire. Ma posso dire che era piuttosto facile da hackerare, infatti una volta è successo.

Quindi era tutta una farsa.
Lo è sempre stata. Un comico è un comico, un attore è un attore. Legge un copione e interpreta una parte.

Ma questo caos che cosa significherà per il Movimento 5 stelle? La fine, una scissione, una trasformazione...
Non so se sarà la fine, sicuramente è un passaggio. Ma, sinceramente, a me non interessa neanche parlarne, perché rappresenta il mio passato. Sono stato felice di farne parte, quando nacque, perché mi piacevano proprio i valori a cui si ispirava. A maggior ragione essendo disabile, perché volevo fare in modo che noi avessimo più rappresentanza. Per questo mi sono candidato.

E non prova gratitudine per il partito che l'ha candidata?
Non è il caso che i 5 Stelle mi ringrazino per essermi candidato? I disabili, con i loro parenti, in Italia sono sette milioni. E io sono un punto di riferimento per loro. Se sono arrivati in maggioranza è anche perché sono stati votati dalle persone con disabilità. Solo che poi, passati al governo, mi bocciarono quegli stessi emendamenti per i disabili che, quando erano all'opposizione, mi avevano approvato. Proprio nella giornata mondiale della disabilità...

Hanno tradito i loro valori?
Esatto. E, quando vengo tradito una volta, non do l'opportunità perché accada una seconda. Quando scopro che mi hanno raccontato solo delle bugie, io esco dalla scena. Io sono rimasto sempre io, con i miei valori, la mia identità. Loro, invece, hanno fatto una metamorfosi. Hanno assunto in ruoli chiave, nelle partecipate dello Stato, con stipendi da 150 mila euro l'anno, i loro amici, non per meritocrazia ma per conoscenza. Si sono rivelati un bluff.

Prima è passato a Forza Italia, poi ha lasciato anche quel partito: per quale motivo?
Per lo stesso motivo. Io mantengo sempre la mia identità. I miei temi sono sempre quelli e per questo motivo sono entrato in un partito in cui la professionalità è importante, Coraggio Italia.

Ma che riflesso possono avere questi scossoni, nel partito di maggioranza in parlamento, sul governo Draghi?
La sua domanda è molto ingenua. La capisco, perché anche io probabilmente me la sarei fatta. Deve sapere che un parlamentare matura il diritto alla pensione dopo quattro anni, sei mesi e un giorno. Quindi, prima di quel momento, non c'è niente da fare: il governo non cadrà.

Quindi i grillini sono diventati come tutti gli altri politici, pensano solo alla loro pensione?
Peggio, perché invece dicevano di essere contro alla casta. Provi a proporre di eliminare questa regola: vedrà quanti parlamentari rimarranno nel Movimento e quanti se ne andranno. Le loro tematiche delle origini non si sentono più, ora parlano solo di scontri interni di potere. A me dispiace per loro, perché alcuni sono amici. Ma sono rimasti intrappolati.