26 giugno 2019
Aggiornato 07:30
Privatizzazioni

Flash mob di FdI contro la svendita di Poste Italiane: ecco le nostre proposte

Fratelli d'Italia in via Marsala a Roma ha manifestato contro l'ulteriore privatizzazione di Poste che vorrebbe portare a termine il Governo

«Oltre 141mila dipendenti, 13mila presidi aperti sul territorio oltre 500miliardi di risparmi degli italiani raccolti a vario titolo. Poste è un gioiello che la sinistra tenta di svendere», sono le parole di Giorgia Meloni presidente di Fratelli d’Italia e candidata premier. «Un 35% di Poste è già privatizzato, un ulteriore 35% è stato trasferito a Cassa Depositi & Prestiti: ora si vuole svendere ulteriore 35%. A questo Fratelli d’Italia dice no».

A spiegare i motivi del flash mob, è Francesco Baldelli, sindaco di Pergola e Vicepresidente di Anci: «Le proposte del governo di sinistra svendono Poste Italiane al grande capitale estero e internazionale, operazione che fa gola alle grandi multinazionali e ai finanzieri stranieri perchè Poste ha in pancia 500 miliardi di risparmi degli italiani che sono un quarto del debito pubblico italiano. Svendendo poste si svende l’Italia».

Quali sono le proposte di Fratelli d’Italia: «Un grande piano industriale per il rilancio della più grande azienda di Stato che raggiunge tutti i nostri territori, dalle città ai paesi di montagna. Un piano che tuteli i lavoratori con una riorganizzazione complessiva dei servizi. Poi, l’aggressione del mercato dell’e-commerce che oggi è in mano alle multinazionali, una rivisitazione del ruolo di C&P in Poste per offrire nuovi servizi e nuove offerte ai risparmiatori italiani»

«Poi lanceremo una normativa statale con cui il Parlamento blocchi la concorrenza sleale di quelle aziende che svolgono i servizi postali e non tutelano i propri lavoratori, perché lo Stato ancora non ha normato un contratto di riferimento per questi lavoratori delle aziende che fanno concorrenza a Poste».