18 settembre 2019
Aggiornato 05:00
Governo Gentiloni

Boldrini: «Parlerò delle mie scelte politiche dopo la manovra»

Il presidente della Camera durante la cerimonia di auguri con la stampa parlamentare: «Ora sarebbe sgrammaticatura, mantengo ruolo istituzionale»

ROMA - «Delle mie scelte politiche non parlerò in questa sede, sarebbe una sgrammaticatura e sarebbe improprio: qui svolgo un ruolo istituzionale, ho mantenuto questo profilo fino alla fine, ci tengo ad andare avanti fino all'approvazione della legge di bilancio ed è giusto così». Lo ha detto la presidente della Camera, Laura Boldrini, durante la cerimonia di auguri con la stampa parlamentare, a proposito delle sue scelte politiche per le prossime elezioni.

Le battaglie della Boldrini
Per Boldrini è tempo di bilanci ma anche di proporre un vero e proprio programma, forse elettorale, sui temi che le stanno più a cuore, dalla differenza di genere ai diritti in rete, dall'Europa al battaglia contro le fake news. «La differenza di genere è stato uno dei temi su cui mi sono più spesa e non potevo farne a meno - ha spiegato -, siamo il 51% della popolazione, uno straordinario capitale sociale che va valorizzato, in termini di lavoro ma anche in termini di rappresentanza, le donne sono troppo poche, in questa legislatura sono il 30% ma siamo il 51% quindi questo è solo l'inizio, mancano ancora 21 punti. Posso fare uno sconto... 50 e 50, ma è il minimo che si possa chiedere». «I diritti al tempo del digitale è un altro punto su cui ho insistito moltissimo e mi fa piacere che oggi ci sia un dibattito sulle fake news tra i partiti, noi l'abbiamo fatto totalmente in anticipo sui tempi - rivendica la presidente della Camera - perchè è una questione centrale per l'assetto democratico: quello della disinformazione. Ho lanciato l'appello #bastabufale perchè i cittadini possano essere correttamente informati, abbiamo convocato qui 40 soggetti: il mondo dell'editoria il servizio pubblico, Confindustria, scuola e università, le piattaforme, siamo entrati nelle scuole con il primo progetto di educazione civica digitale. Il New York Times ci ha dedicato una pagina su questo, è un progetto che tutti stanno imitando. Dobbiamo dare ai giovani la facoltà di orientarsi in questo mare di menzogne se vogliamo che siano cittadini informati».

Internet e il linguaggio di genere
Boldrini ricorda anche di essere stata all'avanguardia nel sollevare il tema dei diritti nella rete, creando una commissione ad hoc, presieduta da Stefano Rodotà e da cui scaturì la «Carta dei diritti e dei doveri di internet». E ancora «la commissione Joe Cox contro i discorsi di odio, anche qui stiamo leggendo il nostro tempo - ricorda - Joe Cox era la giovane deputata laburista uccisa a Londra da un estremista del gruppo Birtain First perchè credeva nell'Europa». Anche sul tema dell'antifascimo, dice ancora la terza carica dello Stato «ho voluto insistere e insistere, abbiamo vissuto una bellissima celebrazione con partigiani e partigiane in Aula alla Camera, con il Capo dello Stato e il presidente Grasso per ricordare la Liberazione, loro erano padroni di casa, non ospiti e spontaneamente abbiamo cominciato a cantare Bella Ciao». E ancora «il linguaggio di genere, quello che non viene detto non esiste - sostiene Boldrini -, per la prima volta a Montecitorio in 70 anni è entrato il femminile, oggi c'è la deputata, la ministra, la sottosegretaria, il linguaggio non è una questione puramente semantica, è un percorso, una fatica, e la sala delle donne è una sala che rimane a disposizione di questa istituzione».