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Commissione speciale, leghista Molteni rinuncia a indennità. L'ira del Pd senza poltrone

La commissione è composta da 40 membri, di cui 31 tra M5S e centrodestra (14 M5S, 8 Lega, 7 Fi, 2 Fdi). E il Pd protesta

Camera dei Deputati.
Camera dei Deputati. (ANSA / ANGELO CARCONI)

ROMA - Andrea Mandelli (Fi) e Giorgio Trizzino (M5S) sono stati eletti vicepresidenti della commissione speciale per gli atti di governo della Camera dei deputati. Paolo Russo (Fi) e Vittorio Ferraresi (M5S) saranno i segretari. Il deputato leghista Nicola Molteni è stato eletto presidente della commissione speciale della Camera con 27 voti. Sul suo nome era stata raggiunta un'intesa tra M5S e Carroccio così come avvenuto per Vito Crimi in Senato.

La commissione
La commissione è composta da 40 membri, di cui 31 tra M5S e centrodestra (14 M5S, 8 Lega, 7 Fi, 2 Fdi). Le schede bianche sono state nove. Il Pd, che ha 7 componenti, ha votato scheda bianca. Scheda bianca ha votato anche Stefano Fassina di Leu. Nella commissione c'è anche un membro del Misto.  

Molteni rinuncia all'indennità
Il neo presidente della Commissione speciale per l'esame degli atti urgenti presentati dal governo Nicola Molteni rinuncia "con effetto immediato" all'indennità di carica. È quanto ha comunicato lo stesso Molteni con una lettera inviata dopo l'elezione al presidente della Camera Roberto Fico.

Intanto, nel Pd....
«L'elezione del leghista Molteni alla presidenza della Commissione speciale della Camera sancisce la nascita di una maggioranza parlamentare M5S-Lega. Finora, tuttavia, abbiamo assistito solo all'occupazione delle poltrone, vediamo se e quando Di Maio e Salvini cominceranno a parlare di programmi concreti», dichiara Gianfranco Librandi, deputato del Partito democratico. «Intanto, non sarebbe male conoscere se tra i due, oltre appunto alla sintonia raggiunta per dividersi i posti di potere, c'è anche armonia sulla politica estera, una linea comune sulla questione Siria che ha visto un'accelerazione in queste ore che richiede risposte immediate - osserva Librandi -. E dunque, l'Italia con chi si schiererà: con la Russia di Putin oppure, come da tradizione, rimarrà al fianco dell'alleanza occidentale e al Patto Atlantico?». Sulla stessa linea Graziano Delrio. «Avanti con un'altra poltrona. L'accordo spartitorio tra Lega e 5 Stelle prosegue, questa volta con la Presidenza della Commissione speciale. E' una concezione allarmante quella secondo cui chi vince prende tutto tenendo fuori le minoranze anche quando queste, come nel caso del Pd, rappresentano la seconda forza politica del Paese»«Salvini e Di Maio mostrano di credere che le istituzioni non siano la casa di tutti ma casa loro. E' un fatto grave che non va sottovalutato», avverte.