29 giugno 2017
Aggiornato 16:01
L'indagine della polizia di Torino

Pedofilia e calcio giovanile, shock a Torino: allenatore assicurava il posto in cambio di sesso

Due allenatori di 50 e 20 anni più un arbitro sono stati arrestati con l'accusa di aver promesso ai ragazzini ruoli importanti in cambio di materiale pedopornografico e violenze sessuali.

TORINO - Ruota attorno al mondo delle squadre giovanili di calcio l'indagine della polizia postale e delle comunicazioni di Torino, coordinata dalla Procura, e conclusasi con due arresti, uno in carcere, un altro ai domiciliari e un obbligo di firma, rispettivamente di due allenatori, un 20enne e un 50enne e di un arbitro. Le accuse sono di aver sfruttato i minori per ottenere e diffondere materiale pedopornografico, e in alcuni casi, di violenze sessuali.

La denuncia di un genitore
L'inchiesta è partita dalla denuncia per violenza sessuale presentata dai genitori di un sedicenne, che aveva raccontato alla madre che il suo allenatore, un ventenne torinese, aveva tentato un approccio sessuale. Secondo gli agenti, adescava le prede, individuandole in base all'età, e dopo essersene procurato la fiducia, gli avrebbe promesso in chat un ruolo da titolare in squadra. Oppure, avrebbe cercato di sedurli con guadagni.

Il 50enne sfruttava il 20enne
Dal materiale sequestrato al cinquantenne, sarebbe emerso che sfruttava il collega più giovane per collezionare materiale sempre aggiornato, mentre il terzo uomo, un architetto torinese, avrebbe cercato di combinare incontri diretti con i minori, anche dietro la scusa della pratica di massaggi tonificanti.