15 ottobre 2019
Aggiornato 13:30
Giustizia e politica

Consip, Renzi lancia la sua battaglia familiare: «Pena doppia per mio padre se condannato»

L'ex premier ospite di Otto e mezzo su La7 ha commentato l'inchiesta Consip che vede indagate persone a lui molto vicine: «I processi si fanno nelle aule dei tribunali, non permetteremo che si facciano sui giornali» . Il ministro dello Sport, Luca Lotti, non si deve dimettere perché è «straordinariamente onesto»

ROMA – L'ex premier, Matteo Renzi, ospite di Otto e mezzo su La7 si è appellato alla «giustizia fatta nei tribunali, in base agli articoli del codice penale e non sui giornali», salvo poi chiedere una «pena doppia» nel caso suo padre, Tiziano, venga riconosciuto colpevole nell'inchiesta Consip, dove oggi è indagato per traffico di influenza.

«Pena doppia se colpevole»
«Se mio padre ha commesso qualcosa, è giusto che vada a processo subito e mi piacerebbe pena doppia se fosse colpevole. Però c'è un particolare: i processi si fanno nelle aule dei tribunali. Mio padre deve essere processato se colpevole, ma non permetteremo che i processi si facciano su giornali», ha detto il segretario del Partito democratico dimissionario. «Noi non siamo garantisti a targhe alterne, per me c'è un principio per cui si è garantisti sempre e si rispetta sempre la sentenza. Ma io non sto in un partito guidato da un pregiudicato, ai miei principi ci tengo», ha aggiunto l'ex presidente del Consiglio.

«Lotti straordinariamente onesto»
Quanto al ministro dello Sport, Luca Lotti, anche lui indagato nell'inchiesta Consip con l'accusa di rivelazione di segreto d'ufficio e favoreggiamento, secondo Renzi non si deve dimettere perché è «straordinariamente onesto»: «Conosco Lotti da anni, la moglie e i figli devono sapere di aver una persona straordinariamente onesta in casa. Ci sono leader politici che scaricano gli altri. Io, come è successo con Delrio, Boschi e oggi Lotti, dico che non accetto processi sommari. Lotti è indagato con Del Sette su un reato che si presume sia stato commesso. Vediamo, io scommetto che questo reato non l'ha commesso Lotti come Del Sette».